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(Jamma) – Slot machine vietate nelle vicinanze delle scuole, dei campi sportivi e delle chiese. «Abbiamo il dovere di intervenire. Dall’abuso del gioco d’azzardo spesso nascono patologie che sfociano in tragedie», avverte Ferdinando Secchi, assessore alle politiche sociali a Cagliari.

Il Comune potrebbe adottare presto un regolamento per contrastare la diffusione di slot machine e simili. «Proporrò al Consiglio una serie di norme. Penso agli orari d’apertura delle attività che vivono esclusivamente dalle slot machine e dai giochi d’azzardo. Ormai sono dappertutto. Anche la nazionale di calcio ha scelto come sponsor una società di scommesse: dobbiamo fare qualcosa, perché poi a soffrire delle ludopatie sono sempre i più deboli», dice Secchi.

«Un’altra azione che abbiamo in testa e che è stata annunciata nelle dichiarazioni programmatiche della Giunta è quella della social card elettronica. I contributi comunali per il sostegno delle povertà estreme non saranno più in denaro contante. Stiamo studiando la fattibilità del progetto. In questo modo i soldi potranno essere spesi solo per alcune finalità e ci sarà un controllo maggiore», spiega l’assessore alle Politiche sociali.

C’è chi propone un codice etico per tutte le attività a rischio e chi ipotizza incentivi per i bar e i locali che metteranno al bando le slot. «Perché no?», conclude Secchi, «questa misura potrebbe diventare realtà pure a Cagliari. Penso a uno sconto sulle tasse comunali, ad esempio. Ne parlerò con i miei colleghi in Giunta. Non sarebbe male anche un maggiore controllo della polizia su chi gestisce o frequenta queste sale».

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