Una nuova agevolazione per i pubblici esercizi – bar e ristoranti – che rinunciano all’installazione di slot machine e altri apparecchi per il gioco lecito a Buccinasco (MI).

Ieri sera all’unanimità il Consiglio comunale ha deciso di ridurre del 50% la Tosap, tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, a favore degli esercizi commerciali che compiono questa scelta. L’agevolazione sarà introdotta dal 1 gennaio 2020.

“Abbiamo voluto introdurre una misura per alleggerire gli esercizi commerciali di Buccinasco – spiega l’assessore al Commercio Mario Ciccarelli – riducendo la tassa sull’occupazione del suolo pubblico e incentivando così le loro attività. Una risposta anche alle richieste della Confcommercio (Associazione Territoriale Corsichese) che ci ha chiesto misure per sostenere il commercio di vicinato e ridurre la tassazione”.

“I Comuni non hanno il potere di vietare le slot machine – aggiunge il sindaco Rino Pruiti – ma possono trovare soluzioni e agevolazioni per incentivare gli esercenti a scegliere di non averle all’interno del proprio locale. Già nel 2014 abbiamo deciso di dimezzare la tassa sui rifiuti per gli esercizi commerciali che rinunciavano alle slot: ora la riduzione del 50% arriva anche per la Tosap. Meglio invitare i clienti a sedersi ai tavolini scambiando due chiacchiere che consentirgli di isolarsi davanti alle macchinette mangiasoldi, col rischio purtroppo di rovinare intere famiglie. Un messaggio positivo, una scelta etica e conveniente, accolta all’unanimità dall’intero Consiglio comunale”.

Al fine di prevenire il gioco d’azzardo patologico, il Comune di Buccinasco insieme agli altri del distretto (Assago, Cesano Boscone, Corsico, Cusago e Trezzano sul Naviglio) già nel 2018 ha vietato l’utilizzo degli apparecchi da gioco in tre fasce orarie (dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 21) nell’ambito del progetto intercomunale #giocoaperdere che ha visto anche interventi nelle scuole, incontri di formazione per operatori sociali e insegnanti, iniziative pubbliche. L’ordinanza di divieto prevede sanzioni da 100 a 500 euro.