“La Corte di giustizia dell’UE ha riconosciuto le significative differenze morali, religiose e culturali tra gli Stati membri per quanto riguarda l’atteggiamento nei confronti del gioco d’azzardo. In assenza di una normativa UE settoriale specifica in questo campo, gli Stati membri sono liberi di fissare gli obiettivi della propria politica e di definire il livello di protezione richiesto. Hanno un ampio margine per restrizioni giustificate e proporzionate alla fornitura di tali servizi a causa di considerazioni di interesse pubblico come la protezione dei consumatori e dei minori e la lotta contro la dipendenza da gioco d’azzardo. In tale contesto, la Commissione non sta attualmente prendendo in considerazione una proposta di armonizzazione del quadro normativo per il gioco d’azzardo nell’UE”.

E’ quanto ha risposto il Commissario europeo al mercato interno, Thierry Breton, all’interrogazione presentata da Adriana Maldonado López (S&D) riguardo la regolamentazione del gioco d’azzardo online e dei negozi di scommesse.

“Tuttavia, la Commissione riconosce le gravi conseguenze sanitarie e sociali del problema del gioco d’azzardo e sostiene gli sforzi degli Stati membri per garantire un elevato livello di protezione dei consumatori dei servizi di gioco d’azzardo. La raccomandazione della Commissione del 14 luglio 2014 sui principi per la tutela dei consumatori e dei giocatori dei servizi di gioco d’azzardo online e per la prevenzione dei minori dal gioco d’azzardo online incoraggia gli Stati membri a raccogliere dati statistici, tra l’altro, sul numero di giocatori autoesclusi e su quelli affetti da disturbo da gioco d’azzardo. La Commissione ha inoltre facilitato la conclusione di un accordo di cooperazione amministrativa tra i regolatori del gioco d’azzardo, che prevede ad esempio lo scambio di informazioni sui risultati delle indagini e degli studi condotti dalle autorità di regolamentazione in materia di disturbi del gioco e dipendenze da gioco”.