“I giochi di abilità o da intrattenimento o gli apparecchi da gioco che non distribuiscono premi o che distribuiscono premi solo nella forma di giochi gratuiti non rientrano nell’esclusione delle attività di azzardo di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera h), della direttiva 2006/123/CE (direttiva sui servizi). Pertanto, la direttiva sui servizi si applica pienamente ai suddetti giochi e apparecchi da gioco”.

E’ la risposta del Commissario UE del Mercato Interno, Thierry Breton alla interrogazione parlamentare dell’eurodeputata Rosanna Conte.

“Il 16 febbraio 2021 l’Italia ha notificato alla Commissione europea un progetto di regole tecniche in relazione agli apparecchi da gioco senza vincite in denaro – si legge nella interrogazione -. Il provvedimento definirà le caratteristiche delle singole tipologie di apparecchio, indicandone le modalità di funzionamento, i requisiti minimi, la documentazione tecnico-amministrativa necessaria, i meccanismi di gioco e le regole di certificazione.

Il progetto di decreto, una volta entrato in vigore, sottoporrebbe i giochi senza vincita in denaro al medesimo regime di monopolio cui sottostanno i giochi d’azzardo, equiparando di fatto le due tipologie di gioco.

La direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno esclude dal proprio campo d’applicazione “le attività di azzardo che implicano una posta di valore pecuniario in giochi di fortuna, comprese le lotterie, i giochi d’azzardo nei casinò e le scommesse” , ricomprendendo invece il gioco senza vincita in denaro.

Alla luce di quanto sopra, può la Commissione confermare l’interpretazione secondo cui, a seguito dell’approvazione del progetto di decreto italiano, la direttiva 2006/123/CE escluderebbe dal proprio campo d’applicazione il settore dei giochi da intrattenimento senza vincita in denaro?”.