“Nessun giudizio morale su queste attività, mi creda, ma la necessità di garantire la sicurezza a voi operatori ed ai clienti”. Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha risposto a Giampaolo Lughi, dipendente di una sala Bingo/scommesse che gli chiedeva quando avrebbe potuto riprendere l’attività

Il suo è sicuramente un lavoro onesto, nessuno, men che meno io, lo mette in dubbio.

Al pari delle Fiere, dei Congressi, delle Sale da ballo, le sale Bingo e similari sono luoghi nei quali, per il grande afflusso contemporaneo di persone, la delicatezza del distanziamento si fa più pressante.

Non è un caso che siano proprio queste attività a non aver ancora avuto il via dal Governo, ma come Regioni, la nostra in primis, ci stiamo impegnando per definire i protocolli per la riapertura”, spiega Bonaccini.

“Insieme a ASCOB e Federbingo, proprio in questi giorni stiamo ultimando il lavoro da proporre poi al Governo per l’adozione e la conseguente ripresa.

Nessun giudizio morale Paolo su queste attività, mi creda, ma la necessità di garantire la sicurezza a voi operatori ed ai clienti.

Tenga duro e continui a guardare i suoi figli negli occhi, perché questa pandemia è arrivata all’improvviso e ci ha tolto molte certezze, ma non quella di continuare, in modo diverso, le attività oneste come la sua.

Siamo al lavoro, confido di avere presto novità“.

Di seguito la lettera invaita da Giampaolo Lughi

“Sono un lavoratore dipendente di una sala Gaming Bingo Scommesse, ho 62 anni ed essere arrivato alla mia età e doversi sentirsi come un inutile peso e dovendo provare vergogna per il proprio lavoro non è cosa facile da superare.

E’ come se qualcuno o qualcosa ti tiene legato, è come se tu urli o vuoi farti sentire ma nessuno ti ascolta. Non è facile alla mia età. Ho sempre pensato che diventare vecchi non fosse cosa semplice ma allo stesso modo le tante cose imparate nel tempo potessero diventare un valore così da consigliarle e insegnarle agli altri.

Ho tre figli e penso di avere insegnato tanto a loro e me ne sono molto grati. I valori della vita , i valori della famiglia , i valori del lavoro , i valori del gioco e i fondamentali valori di uno Stato, la costituzione.

Qualcosa si è inceppato nell’insegnamento di questi valori, e sentirmi chiedere dai miei figli , ma perchè qui tutti hanno ripreso a lavorare e tu no. Noi adesso siamo in difficoltà e nei valori che ci hai insegnato il lavoro è un diritto .

Mi crea un vuoto incredibile non so rispondere. Ci provo e gli spiego che forse per le regole di distanziamento del Covid e mi rispondono ma se è aperto tutto e in certi posti di regole proprio non se ne parla. E allora mi viene fuori la rabbia di quello che sento e quello che vedo. Politici che con il sorriso sulle labbra augurano a centinaia di migliaia di lavoratori di perdere il lavoro perchè quello non è un lavoro e quelle aziende possono restare chiuse.

E allora come sempre ho fatto gli ho spiegato il mio lavoro è regolare, è pulito , lo faccio in una bellissima azienda che dà lavoro a circa 50 persone, lo faccio con passione e mi ha dato la possibilità di conoscere tanta gente genuina e onesta e mi permette di mantenere la mia famiglia. E loro come sempre hanno capito e rimangono orgogliosi di me e del mio lavoro.

Una cosa non riesco a spigargli : perchè la politica la pensa in quel modo, perchè io non sono tornato al lavoro, perchè queste aziende sono ancora chiuse, perchè ora il gioco d’azzardo si fa sulla pelle dei lavoratori.

Per questo vorrei una risposta dalla politica , lo devo spiegare ai miei figli perchè hanno paura che io perda il mio posto di lavoro e andrebbe perso anche una parte del loro futuro”.