“Con una chiusura generale, il rischio è quello di creare malumori, turbolenze, proteste. Queste, semmai, devono essere gestite e accompagnate da spiegazioni, dati e decisioni politiche”; ma serve un “cambio di passo” su vaccini e ristori. Così il governatore dell’Emilia Romagna, e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, su Qn osservando che dopo un anno “le categorie economiche sono allo stremo”. “Bisogna evitare il caos – osserva – trovare un metodo di comunicazione diverso rispetto a quanto accaduto con la chiusura degli impianti sciistici. Non può succedere, e spero non succeda mai più, che solo 10 ore prima venga detto” che non si “può aprire. Questo è intollerabile”. “L’Emilia-Romagna, come altre regioni, potrebbe diventare arancione la prossima settimana – dice – occorre molta prudenza e bisogna dire ai cittadini che serviranno ancora settimane di pazienza perché le varianti al virus, in tutta Europa e ovviamente anche in Italia, rischiano di creare ulteriori disagi”. “Confido che dopo la primavera, quando si comincerà a ripartire davvero grazie a vaccini e alle temperature sarà possibile non chiudere più nulla – rileva – è importante per la psicologia delle persone e per le attività colpite maggiormente. Questo deve essere seguito da un cambio di passo sul fronte dei ristori. E ovviamente sulla distribuzione dei vaccini. Serve che arrivino più dosi e più velocemente. Servono certezze e garanzie. Nessuno di noi può pensare di saltare le regole europee e nazionali, però ci si è messi nelle condizioni, se mai fosse possibile utilizzare altri canali, di essere pronti per aumentare la capacità vaccinale; il tema verrà affrontato con il governo. Ci auguriamo che arrivino presto gli ok dalle agenzie europee e italiane ai vaccini Johnson & Johnson, quello russo e quello italiano”. “Draghi è la figura italiana più autorevole nel mondo – racconta – ho parlato con lui durante le consultazioni; ci ha ascoltati e io confido che i ministri facciano bene. Io e Giovanni Toti, vicepresidente nella conferenza delle Regioni, abbiamo mandato una lettera al nuovo premier per chiedere” sia “un incontro urgente sul Recovery plan” che “la riorganizzazione del “piano vaccinale per accelerare i tempi”.