bologna
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(Jamma) – “Bisogna continuare la lotta di sensibilizzazione dei cittadini sui rischi del gioco attraverso un lavoro capillare nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, sensibilizzare tutte le istituzioni sulla gravità dell’impatto sociale del gioco, stimolare e sostenere l’adozione di provvedimenti amministrativi e legislativi in materia”. E’ quanto dichiarato da Elena Leti (Pd) in consiglio comunale a Bologna.

“Occorre restituire il potere decisionale alle comunità locali attraverso una legge quadro nazionale che ne disciplini tutti gli aspetti più problematici: autorizzazioni, regime delle concessioni, sanzioni penali e amministrative, prelievo fiscale, lotta al riciclaggio, cura del gioco d’azzardo patologico. Il parere delle comunità locali dovrebbe essere vincolante rispetto all’accesso da parte dei minori, alle distanze dai luoghi sensibili e agli orari di chiusura. Inoltre sarebbe auspicabile promuovere comportamenti virtuosi attraverso diverse forme di incentivazione come ad esempio l’abbassamento della tassazione per i locali no slot” ha aggiunto Leti.

“Lungo la via Emilia sono sorti in questi ultimi anni diversi punti gioco e scommesse, così come in piazza dei Martiri e in tantissime altre zone della città – ha spiegato la consigliera Pd -. In Italia il fenomeno del gioco d’azzardo legalizzato ha avuto una crescita esponenziale, configurandosi come la terza industria italiana in termini di fatturato. Il fenomeno ha raggiunto costi sociali e personali ormai insopportabili. La crisi non frena questo fenomeno, anzi ne diventa moltiplicatrice, aumentando l’impoverimento di molte famiglie. L’offerta del gioco d’azzardo è in continuo aumento. Qui si vuole porre l’attenzione sugli aspetti patologici del gioco d’azzardo compulsivo, che sfociano in vera e propria dipendenza. Il gioco d’azzardo non incide solo in termini di costi sanitari, sociali e relazionali, ma foraggia la criminalità organizzata, il riciclaggio e l’usura.

La Regione Emilia Romagna – ha ricordato la consigliera – il 4 luglio 2013 ha approvato una legge con l’obiettivo di promuovere interventi di contrasto sulla dipendenza dal gioco d’azzardo, in particolare prevede la possibilità da parte dei Comuni di poter disciplinare in materia di localizzazione elementi architettonici e dimensionali delle sale gioco. Nel 2015 il Comune di Bologna ha introdotto nel Rue all’articolo 32 una distanza minima di 1000 metri tra la sala gioco e qualsiasi luogo sensibile. Qualche giorno fa, il 26 ottobre 2016, la Regione Emilia Romagna ha pubblicato una legge, la numero 18, testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza dell’economia responsabile che va a vietare l’esercizio delle sale gioco o scommesse e l’installazione di apparecchi per il gioco in locali che si trovino a una distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili. Inoltre nell’articolo 18 si parla esplicitamente di interventi volti alla prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico” ha concluso Leti.

Emilia Romagna. Consiglio Regionale approva il testo unico sulla legalità, misure per il contrasto al gioco d’azzardo patologico

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