bologna
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Buon cibo e movimento, invecchiamento ‘felice’, sicurezza stradale e domestica, salute sessuale e prevenzione della sterilità, lotta al gioco d’azzardo patologico. Bologna prova a cambiare passo sulla promozione della salute e del benessere, con un patto a cinque tra il Comune, l’Ausl e il Policlinico Sant’Orsola, l’Ateneo e l’Ufficio scolastico.

Un unico tavolo che d’ora in avanti lavorerà in maniera coordinata alle politiche e ai programmi di prevenzione da attuare in città e anche a livello metropolitano. Un tassello che rientra nel grande progetto di integrazione e rivoluzione della sanità bolognese, portato avanti da Regione, Città metropolitana e Alma Mater.

L’accordo è stato firmato ieri a Palazzo D’Accursio dalle due direttrici delle Aziende sanitarie, Chiara Gibertoni e Antonella Messori, dal rettore Francesco Ubertini, dal provveditore Giovanni Schiavone e dall’assessore alla Sanita’ del Comune, Giuliano Barigazzi. Che afferma: “E’ un risultato storico, siamo i primi in Italia a farlo. Questo ci permetterà di programmare meglio, unendo gli sforzi”.

I primi sei gruppi di lavoro sono già partiti, composti non solo da professionisti sanitari, ma anche da sociologi, agronomi, ingegneri e giuristi. “Avremo 60 professionisti impegnati su interventi di prevenzione, senza gettoni di presenza o ulteriori benefit- segnala Barigazzi- e avremo anche maggiori capacità di attrarre finanziamenti da progetti nazionale ed europei”. Un tema che sta molto a cuore al rettore. “Creeremo un substrato utile per accedere ai fondi- sottolinea Ubertini- oggi il lavoro integrato è l’unica via per fare la differenza. Questa modalità avrà ricadute positive sul territorio”.

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