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Pubblicato il dossier del ‘Servizio bilancio dello Stato’ – Verifica delle quantificazioni in merito al Decreto Fiscale. Di seguito i riferimenti alla disposizione che riguarda il blocco dei pagamenti a operatori abusivi di giochi e scommesse on line. (Si ricorda che la verifica delle relazioni tecniche che corredano i provvedimenti all’esame della Camera e degli effetti finanziari dei provvedimenti privi di relazione tecnica è curata dal Servizio Bilancio dello Stato. La verifica delle disposizioni di copertura è curata dalla Segreteria della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione). L’analisi è svolta a fini istruttori, a supporto delle valutazioni proprie degli organi parlamentari, ed ha lo scopo di segnalare ai deputati, ove ne ricorrano i presupposti, la necessità di acquisire chiarimenti ovvero ulteriori dati e informazioni in merito a specifici aspetti dei testi).

Blocco dei pagamenti a operatori abusivi di giochi e scommesse online

Normativa previgente. I commi da 29 a 31 dell’art. 24 del DL n. 98/2011 (abrogati dall’articolo in esame) avevano imposto alle società emittenti carte di credito e agli operatori bancari, finanziari e postali di segnalare all’Agenzia delle dogane e dei monopoli (di seguito: ADM) gli elementi identificativi di coloro che avessero disposto trasferimenti di denaro a favore di soggetti19 che offrono nel territorio dello Stato, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni ADM. L’inosservanza dell’obbligo comportava una sanzione amministrativa pecuniaria (da trecentomila ad un milione e trecentomila euro per ciascuna violazione accertata) alla cui applicazione era competente l’ufficio ADM territorialmente competente in relazione al domicilio fiscale del trasgressore. Alle disposizioni non erano stati ascritti effetti finanziari, né di segno negativo in relazione a nuovi adempimenti amministrativi né di segno positivo in relazione a nuove entrate attese. In proposito si rammenta che l’art. 40 del medesimo DL 98/2011, nel quadro delle coperture, destina quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’articolo 24 (che, come detto, includeva i sopra indicati obblighi di segnalazione) a copertura degli oneri ascrivibili al DL 98, in misura che, a decorrere dal 2016, è fissata in 542,563 milioni di euro.

La norma interviene sui trasferimenti di denaro in favore di soggetti che operano abusivamente nel settore dei giochi sostituendo i previgenti obblighi di segnalazione con veri e propri divieti di trasferimento di fondi. In particolare, infatti, alle società emittenti carte di credito nonché agli operatori bancari, finanziari e postali è vietato procedere al trasferimento di denaro a favore di soggetti che offrono nel territorio dello Stato, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo non sospeso. L’inosservanza del divieto comporta l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie da trecentomila ad un milione e trecentomila euro per ciascuna violazione accertata, la cui applicazione è rimessa all’ufficio dell’ADM territorialmente competente sulla base del domicilio fiscale del trasgressore. Con provvedimenti amministrativi sono stabilite le modalità attuative delle disposizioni e la relativa decorrenza. Vengono infine abrogati i commi da 29 a 31 dell’art. 24 del DL 98/2011, descritti nel paragrafo relativo alla normativa previgente. Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

La relazione tecnica afferma che la norma, impedendo il trasferimento di somme verso operatori che offrono gioco in Italia senza concessione, autorizzazione o altro titolo autorizzatorio o abilitativo e, quindi, in completa evasione d’imposta, comporterà che il gioco venga canalizzato verso operatori legali, le cui operazioni sono tutte tracciate dall’Agenzia, con fedele dichiarazione delle relative basi imponibili. Ipotizzando prudenzialmente, prosegue la relazione tecnica, un incremento della base imponibile relativa al gioco a distanza (pari ad oltre 900 milioni per il 2019) nella misura del 5%, ne scaturirebbe una maggiore base imponibile di 45 milioni (900 x 5%), per una maggiore imposta stimata di almeno 10 milioni (si intende: annui).

Considerando che dovranno essere adottati provvedimenti attuativi, la relazione reputa ragionevole assumere che, per il 2020, il maggior gettito stimato sia pari a 2,5 milioni, cioè un quarto di quello annualmente previsto. La norma in esame non comporta oneri aggiuntivi rispetto alle ordinarie spese di funzionamento dell’Agenzia, in quanto le attività previste verranno svolte con le risorse umane e materiali esistenti. In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma interviene sui trasferimenti di denaro in favore di soggetti che operano abusivamente nel settore dei giochi on line, sostituendo, in capo agli operatori dei sistemi di pagamento, il previgente obbligo di segnalazione dell’operazione con un vero e proprio divieto di darvi corso. Ai previgenti obblighi di segnalazione non erano stati ascritti effetti di gettito mentre ai presenti divieti sono ascritti effetti nella misura di dieci milioni annui di maggior gettito (eccetto che nel primo anno di vigenza, considerata la necessità di provvedimenti attuativi). In proposito, andrebbe confermata l’effettiva prudenzialità dell’iscrizione di maggiori entrate in relazione al divieto di operazioni svolte in evasione di imposta. Tali maggiori entrate, infatti, dipendono dall’ipotesi, esplicitata dalla relazione tecnica, che la raccolta degli operatori in evasione d’imposta venga canalizzata verso operatori legali e controllati: in particolare, sarebbe opportuno acquisire ulteriori elementi di valutazione in merito all’assunzione che tale nuovo flusso sia commisurabile (sia pure in chiave prudenziale) al 5 del per cento del flusso di gioco legale e tracciato. In tale ottica, sarebbe utile disporre dei dati complessivi circa gli importi dei pagamenti che sono stati segnalati in adempimento della previgente normativa o almeno di dati riferiti al maggior gettito conseguito per effetto della stessa, qualora tali effetti siano estrapolabili dal complesso delle entrate del settore. Inoltre, con riferimento al gettito per il 2020 (che la relazione tecnica riduce a un quarto tenuto conto della necessità di adottare i provvedimenti attuativi), si rileva che la disposizione non fissa un termine, neppure ordinatorio, per l’adozione dei provvedimenti medesimi, ai quali è rimessa esplicitamente la fissazione della decorrenza dell’efficacia della norma: andrebbe dunque acquisita conferma che i provvedimenti possano essere predisposti in tempi utili per assicurare il gettito del 2020 nella misura attesa.

Infine, tenuto conto che l’articolo 40 del DL 98/2011 destina quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’articolo 24 alla copertura degli oneri ascrivibili al medesimo DL 98, andrebbe acquisita conferma che l’abrogazione dei commi 29-31 del medesimo art. 24 non sia suscettibile di incidere sulle coperture del decreto-legge citato. Riguardo all’attribuzione delle competenze sanzionatorie ai competenti uffici dell’ADM, non si formulano osservazioni tenuto conto che i medesimi adempimenti, riferiti all’identica platea di soggetti obbligati, erano già attribuiti agli uffici a legislazione vigente.