La ludopatia non si combatte abolendo la schedina. Paola Binetti , senatrice Udc, da anni impegnata contro la dipendenza dai giochi, commenta la misura della manovra che abolisce il Totocalcio.

“E’ nato in Italia subito dopo la seconda guerra mondiale- ricorda- molti italiani giocavano le famose due colonne della schedina con 100 lire, cercavano di azzeccare i risultati delle partite e sperare di aver fatto 13. E’ stata per molto tempo l’unica speranza per arricchirsi a costo zero”. Secondo Binetti “i giochi con cui si cerca di sostituire il Totocalcio sono giochi molto piu’ cari, a piu’ alto rischio, a piu’ alto livello di impoverimento e non sappiamo nulla se saranno capaci davvero di restituire agli italiani quella capacita’ di sognare in famiglia. La schedina, infatti, molte volte si faceva in famiglia”. Insomma, l’emendamento presentato in Senato “potrebbe rivelarsi una promessa che rischia di esplodere nelle mani del governo come una bolla di sapone”. Sull’annuncio del premier Conte che ha anticipato l’aumento del prelievo sui giochi, la senatrice e’ scettica: “Rispetto alla lotta dichiarata da parte di questo governo e soprattutto dal M5s questo corre il rischio di essere un passo talmente piccolo da risultare inavvertito. Anche perche’ sostanzialmente penalizza i piccoli distributori, i bar sotto casa e la tabaccheria mentre favorisce i luoghi dove c’e’ l’aggregazione delle macchine. Sembra un contentino rispetto a una grande promessa che fa flop”, conclude.