“Attivarsi nei confronti del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte e del Consiglio Regionale affinché non vengano introdotte modifiche peggiorative alla Legge regionale; attivarsi nei confronti del Governo ad intervenire al fine di regolare la distribuzione dell’offerta di gioco d’azzardo individuando regole omogenee a livello di tutto il territorio nazionale che vadano nella direzione della Legge regionale; attivarsi nei confronti di Governo e Regione nel richiedere l’implementazione di campagne di sensibilizzazione e informazione a favore di un gioco limitato e responsabile; attivarsi per richiedere all’ASL di rafforzare il personale dei SerD e di migliorare le campagne di informazione e comunicazione; contrastare come Comune di Biella in ogni modo il GAP e a salvaguardare la salute dei biellesi”.

E’ quanto chiedono i consiglieri comunali del PD a Biella tramite un’interrogazione indirizzata alla giunta Corradino.

Si legge: “Nella Città di Biella vigeva dal 09/09/2016 l’Ordinanza n. 4/2016 P.M. con la quale erano stati determinati gli orari di esercizio e funzionamento degli apparecchi da gioco. Il Sindaco Claudio Corradino, con l’ordinanza n. 4 da lui firmata il 17/02/2020, relativa all’estensione degli “orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago”, ha permesso una riduzione della chiusura di tali apparecchi da 8 ore (previste durante la Giunta Cavicchioli) a 6 ore. Tale decisione è stata fortemente criticata dal nostro gruppo consiliare e ribadiamo la gravità di quella ordinanza, assolutamente non necessaria.

In data 11 novembre 2019 è stata presentata in Consiglio Regionale la pdl n. 56 (Ulteriori modifiche alla legge regionale 2 maggio 2016, n. 9 ‘Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico’) in base alla quale verrebbero modificati gli obblighi di distanza degli apparecchi dai luoghi sensibili per i gestori in possesso di licenza alla data di entrata in vigore della Legge attuale.

Il 28 gennaio 2021, in Commissione Consiliare regionale, sono stati auditi i massimi esperti regionali e nazionali sulla materia, che in modo unanime hanno confermato che la Legge regionale del 2016, per il contrasto al GAP, funziona. Abbiamo quindi la prova che riducendo l’offerta di gioco si riduce la domanda e che la Legge regionale in vigore non ha creato significative perdite di lavoro.

Considerato che in queste settimane in Consiglio Regionale si sta concludendo un iter che dovrebbe portare all’abrogazione di tale legge. La proposta in discussione nelle apposite commissioni propone il dimezzamento delle distanze dai luoghi sensibili, e che non vengano più considerati tali le banche, i punti bancomat e i luoghi di aggregazione sociale.

L’attenzione nei confronti dei più fragili è ancora più stringente ora, in questo periodo di pandemia, dove sono in atto e previsti impoverimento e perdita di posti di lavoro. Non possiamo rispondere ai danni sociali della pandemia riportando nei centri abitati le slot machines.

Pur consapevoli delle ricadute occupazionali conseguenti all’applicazione dell’attuale legge, crediamo che vi possano essere soluzioni virtuose (utilizzando per esempio le ingenti risorse messe a disposizione a causa della pandemia), in linea con l’art.41 della Costituzione, dove si ribadisce che la libera iniziativa privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

Durante il Consiglio Comunale del 02.07.2020 era stato discusso un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico a sostegno alla legge regionale n. 9/2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” poi ritirato a causa di un emendamento presentato dalla Lega che impegnava sindaco e giunta ad attivarsi nei confronti del Governo ad intervenire con un apposito decreto ministeriale per regolare la distribuzione dell’offerta di gioco d’azzardo, escludendo totalmente le responsabilità regionali”.