Di seguito una nota dei capogruppo della maggioranza in comune a Biella, Alberto Perini (Forza Italia), Livia Caldesi (Fratelli d’Italia), Domenico Galello (Lista Civica Corradino Sindaco) e Alessio Ercoli (Lega).

“In questi giorni è vivo il confronto politico sull’ordinanza emessa dal Sindaco di Biella riguardante l’orario di apertura, o meglio, di chiusura, delle sale da gioco. È in realtà un tema ricorrente ed è stato ripetutamente oggetto di vivaci dibattiti. E’ evidente a tutti che il gioco è alla base di tanti, troppi, drammi familiari, che questa sempre più diffusa dipendenza dal gioco d’azzardo costituisce ormai una vera e propria piaga sociale; che riesce davvero difficile avere a cuore questa forma di imprenditoria che non produce né beni né servizi, e prospera incurante della disperazione della gente. E allora, dinanzi ad un tale problema, si scatenano le discussioni e le polemiche circa la decisione del Primo Cittadino, come se la sconfitta o quanto meno il contenimento del gioco d’azzardo fosse nelle mani dei Sindaci.

Non può essere delegata agli Enti periferici la lotta alle case da gioco e neppure può questa esaurirsi sul piano delle loro distanze dai luoghi “sensibili” o dei loro orari di apertura. E’ evidente e innegabile che è ai livelli più alti che nella lotta al gioco d’azzardo vi è sempre stata una forbice troppo ampia tra le intenzioni dichiarate e i provvedimenti adottati ed è sempre mancata – o non si è mai voluta individuare – una vera e propria strategia per risolvere alla radice questo dramma che Papa Francesco non ha esitato a definire una “piaga sociale” e per combattere un modello che assicura, non scordiamolo, gettiti immensi per l’erario. Siamo, come qualcuno ha correttamente affermato, di fronte ad una patologia di massa e non si può chiedere ai Sindaci di riparare agli errori dei Governi di ieri e riempire i vuoti e l’assenza del Governo di oggi”.