Il settore degli apparecchi da intrattenimento, ovvero le slot come ha detto il premier Conte al Senato, non può sostenere un nuovo intervento peggiorativo in termini di prelievo erariale. E’ quanto spiega Eugenio Bernardi, noto esperto del comparto, oggi in una nota inviata a tutti i senatori della Repubbllica.

“Il mercato degli apparecchi da intrattenimento ovvero le A.W.P art..110 TULPS comma 6/A , con piccola vincita in denaro, è caratterizzato da numeri meritevoli di considerazione. Sono il risultato del lavoro quotidiano di più di 5000 aziende di gestione che collaborano costantemente con oltre 110.000 punti vendita (esercenti, sale dedicate, ecc) distribuiti sul territorio, garantendo l’occupazione di circa 300.000 lavoratori.

Sull’argomento, si può fare chiarezza  e dare uno spaccato più approfondito sulla tassazione delle AWP, partendo dalle cifre riferite all’insieme di tutta l’offerta di gioco: secondo una elaborazione su dati dei Monopoli di Stato relativi al 2017, su 20,5 miliardi di incassi (al netto delle vincite pagate), gli operatori di gioco hanno versato all’Erario 10,3  miliardi.

 

Fra tutti i giochi le Awp (le slot dei bar con giocata massima di 1 euro)  hanno versato 4,7 miliardi di Preu nel 2016 e più o meno la stessa cifra per il 2017. I 26 miliardi circa d’introdotto nelle AWP /slot nel 2016 e nel 2017 rappresentano circa il 24% degli oltre 100 miliardi raccolti da tutti i giochi, mentre i 4,7miliardi di tassazione dei circa 10 miliardi di tasse raccolte rappresenta il 47% del totale. La tassazione sulle AWP/slot è passata in 2 anni dal 13%, al 17,5% e poi al 19% ( a cui aggiungere lo 0,8% per ADM e lo 1 % per costi di rete) per un totale pari al 67,79 % di tassazione. Oltre a ciò le imprese di gestione devono pagare poi le proprie tasse, Irpef, ecc.ecc.”

Poniamo che un giocatore inserisca complessivamente 100 euro in una slot. Può vincere o può perdere, tutto dipende dalla fortuna, ma nel ciclo di gioco previsto per legge,  l’apparecchio tenderà a conformarsi ai parametri previsti e quindi il 70.5% tornerà in vincita, il resto, cioè 29,5 euro, rimarrà nella macchina. Di questi 29,5 euro, 20 euro  finiranno all’Erario, secondo l’aliquota di legge. Gli altri 9,5 remunerano la cosiddetta filiera, formata da gestori, esercenti e concessionari.

Venti euro in tasse su 29,5 euro incamerati:l’aliquota effettiva per la filiera delle slot si aggira dunque oltre il 67%.

 

In 10 anni, dal 2006 al 2016, il settore delle AWP o New Slot dei bar a giocata di 1€ e percentuale di vincita superiore al 70%  e la vincita limitata max 100€ ha versato alle casse dello Stato tramite PREU  35 miliardi.

Le imprese di Gestione AWP non hanno più margini di remunaribilità pagando di TAX PREU il 19,25% + 0,8 per ADM + circa 1% costo rete equivalente al 69,95% di tassazione oltre le tasse IRPEF ecc.ecc. come tutte le altre imprese  con lo scarso 9% da dividere fra l’esercente in cui sono installati gli apparecchi AWP e gestore AWP (proprietario degli apparecchi a cui hanno decurtato il parco macchine del 34,9% (da 407mila alle attuali 265mila) come da  Decreto Legge 24 aprile 2017 (c.d. manovrina) ovvero resta uno scarso 4,5% lordo e netto dallo 0,8% al 0,3% dipende dalle gestioni.

Visto il nuovo aumento , previsto nella stabilità 2019 dello 0,5%  del PREU sulle AWP  la tassazione passerà oltre il 72% tenendo conto anche dei futuri aumenti dello 0,35% dal 1° maggio dovuti al precedente decreto Dignità passiamo abbondantemente un 73% di tassazione”, conclude Bernardi.

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