I Comuni della Bassa occidentale costretti ad ampliare gli orari di apertura delle sale slot. Decisione conseguenza dei ricorsi al Tar da parte dei gestori e delle indicazioni della prefettura.

Nel mirino c’è il regolamento anti azzardo sottoscritto a novembre da Arcene, Arzago, Brignano, Calvenzano, Canonica, Caravaggio, Casirate, Castel Rozzone, Fara Gera d’Adda, Fornovo, Lurano, Misano, Mozzanica, Pagazzano, Pognano, Pontirolo, Spirano e Treviglio.

Treviglio aveva fatto da apripista dal 2014, decretando il coprifuoco contro le slot accese 24 ore al giorno, imponendo lo stop notturno al gioco d’azzardo. Così anche nel nuovo regolamento condiviso è stata prevista la chiusura dalle 23 alle 10, inserendo poi uno stop anche durante la pausa pranzo, dalle 12,30 alle 14,30. In tutto un fermo di 13 ore.

I Comuni sono stati richiamati dalla prefettura, che a fine novembre ha inviato a tutti una circolare del ministero delle Finanze che chiedeva di adeguare i regolamenti alla decisione assunta nel 2017 dalla conferenza Stato-Regioni: 6 ore di chiusura al giorno sono considerate sufficienti. Un parere non vincolante, ma comunque ormai adottato per prassi. In più, nelle scorse settimane sono arrivati dei ricorsi al Tar per Treviglio, Caravaggio, Fara d’Adda, proprio sugli orari.

«L’interruzione del gioco — spiega Fabio Ferla, primo cittadino di Calvenzano e presidente dell’assemblea dell’ambito — è uno dei pochi strumenti validi per contrastare la dipendenza. Il nostro regolamento non nasceva da una decisione politica, ma dal confronto con tecnici e associazioni. Invece dovremo ridurre gli orari di chiusura. Dopo un ampio confronto tra i sindaci si è scelto di non esasperare la situazione. Siamo amministratori, non giudici, ma nel nostro ruolo tentiamo di tutelare la salute pubblica. La nostra è una scelta netta, non come lo Stato che da un lato proibisce e dall’altro si preoccupa, come scrive nella circolare, di tutelare “l’interesse erariale”. Abbiamo scelto di mettere lo stop dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 23 all’1, le fasce orarie ritenute più sensibili».