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(Jamma) – Il Coordinamento Slotmob Belluno, a un anno dalla sua nascita, sta lavorando non solo alla costituzione di un tavolo in Prefettura, ma presenterà anche a breve una proposta di regolamento provinciale per la limitazione del gioco d’azzardo. «Un regolamento tipo su cui ogni amministrazione potrà esprimersi», spiegano Marco Rossato e Milena Nart, membri del coordinamento.

«Sappiamo che già alcuni Comuni, come quello di Belluno, hanno approvato un loro regolamento. Ma la nostra proposta è volta a creare omogeneità su tutto il territorio provinciale, in modo che non si verifichi la migrazione dei giocatori da un comune all’altro e per regolamentare in modo più marcato anche l’esistente, dando in mano un importante strumento agli amministratori».

Il regolamento, elaborato con il Centro Studi Bellunese e il supporto legale dello Studio Gaz di Feltre, verrà presentato in un convegno che si terrà tra fine maggio e inizio giugno a Belluno. «In quell’occasione renderemo noti anche i dati sul gioco d’azzardo in provincia tra 2015 e 2016, aggregati comune per comune (con spesa, vincita e tassazione), forniti dalla nazionale Agenzia competente grazie alla collaborazione della nostra Prefettura», aggiunge Rossato con Antonio Barattin, presidente del Centro Studi. «Una vera e propria mappatura, quindi. Possiamo anticipare che si tratta di numeri importanti e preoccupanti».

E dal Coordinamento – a cui aderiscono anche Prefettura, Usl, Ufficio scolastico provinciale, Amici delle Scuole in rete, Csv, Libera, Vivi Sedico, Confini Comuni, Movimento politico per l’unità – tengono a fare una precisazione: «Non abbiamo mai voluto svolgere una funzione punitiva nei confronti dei gestori di bar e locali che alloggiano macchinette», sottolineano Rossato, Nart, Urbano Bona e Teresa Vedana. «Vogliamo invece agire in modo intelligente, tutelando la libera iniziativa economica. Per questo intendiamo proporre un incontro con le associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti».

«Il nostro scopo è prevenire e far sì che sul territorio, insieme ad amministrazioni e istituzioni, si propongano risposte unitarie», concludono dal Coordinamento.

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