La modifica della legge regionale 30/2014 sul gioco sta intensificando il dibattito politico in Basilicata. Sul tema è stato intervistato il presidente di “Famiglie fuori gioco”, Michele Cusato.

«Ho partecipato ad una audizione in quarta commissione, il mio intervento non ha avuto esiti positivi. Chi sta portando avanti questa modifica lo sta facendo senza ascoltare nessuno. La legge che abbiamo attualmente prevede di non inserire nuovi esercizi ad una distanza di 500 metri e lontano dai luoghi sensibili, come le scuole e i centri di aggregazione, secondo la modifica e secondo uno studio Eurispes la distanza non incide sul condizionamento del giocatore – ha detto a ilmattinodifoggia.it – (…). Abbiamo, grazie ad un provvedimento del sindaco De Luca, un po’ ridimensionato il problema con gli orari obbligatori, ma è un problema che non si può risolvere solo così. La cosa peggiore è che la modifica riguarda l’articolo 6 che parla di eliminare le sanzioni per comportamenti scorretti da parte dei proprietari, non ha senso. Un’altra modifica, per noi insensata, è quella che cita l’inserimento di due rappresentati del gioco lecito nell’Osservatorio. È un controsenso. Questa regione ha bisogno di applicare al 100 per cento la legge che già c’è. Sulle distanze, sulla prevenzione. Comprendere che la ludopatia non è un vizio ma una dipendenza».