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(Jamma) La sanatoria per i centri scommesse “comporta delicate valutazioni, considerati anche i profili comunitari della vicenda, che la ristrettezza dei tempi non consente di affrontare in sede di predisposizione della manovra di bilancio per il 2017”.

È quanto ha detto il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, rispondendo in commissione Finanze a Palazzo Madama all’interrogazione presentata dal senatore Vacciano (Misto) sulla possibilità di inserire nella legge di Stabilità per il 2017 una nuova sanatoria per i centri scommesse.

“Dalla regolarizzazione del CTD, che ha riguardato 2.192 punti vendita, che comunque già insistevano sul territorio dello Stato ma nell’ambito della rete illegale di raccolta, sono derivate entrate a titolo di up front fee e Imposta unica versata in acconto e a saldo per anni pregressi  (rate del 30/06/2015 e del 30/11/2015) per 44,3 milioni, nonché ulteriori 43 circa a titolo di imposta, sempre relativa al 2015”, per un totale di 87,3 milioni di euro. Ha precisato il sottosegretario al Senato. Baretta ha ricordato anche che “per quanto riguarda l’accertamento nei confronti di coloro che offrono scommesse in mancanza di concessione statale, non versando le imposte sui giochi, l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli persegue le violazioni, accertando le imposte evase e irrogando le relative sanzioni, come emerge dal prospetto che segue, riportato sul ‘Libro Blu’ dell’Agenzia, relativo al 2015”.

Quanto agli altri interventi in materia di giochi che il Governo intende attuare Baretta ha spiegato che “il 27 ottobre ci sarà una nuova Conferenza Unificata” in cui il governo auspica di chiudere la trattativa con gli enti locali in tema di redistribuzione dell’offerta di gioco sul territorio. Al momento “non ci sono novità”, ma la riunione con ogni probabilità sarà preceduta da “un incontro tecnico tra le parti”.

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