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(Jamma) – “Appare oggi sul Corriere della Sera un articolo di Sergio Rizzo dal titolo francamente provocatorio per chi da anni si batte perché il Parlamento approvi definitivamente il disegno di legge sulla ludopatia, meglio detta grave dipendenza dal gioco d’azzardo (GAP), o più semplicemente azzardopatia.

Vale la pena ricordare che il ddl in questione fu approvato in Commissione Affari sociali il 26 giugno del 2014 e da allora giace sepolto tra le carte di qualche ufficio della Camera, per un evidente veto posto da qualcuno che non ha nessun interesse ad una norma che metta in primo piano prevenzione e cura dell’azzardopatia”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, che dice di assistere in questo momento “perplessa al nuovo gioco di promesse e di illusioni, di contraddizioni e di ambiguità con cui il governo sembrerebbe voler procedere in materia di giochi”.

“L’articolo – sottolinea l’esponente di Ap membro della commissione Affari sociali di Montecitorio – appare nella rubrica Corsivo del giorno, a sottolineare che potrebbe rappresentare, almeno in via simbolica, un’immagine perfetta dell’agire del governo: tra promesse ed ipocrisie. Potremmo ragionevolmente parlare di eutanasia di una legge, magari giudicata inopportuna o inadeguata. Ma non è così”.

“Rizzo ricorda il comma 943 delle legge di stabilità approvata l’anno scorso, con lo scopo di combattere la grave dipendenza dal gioco. In un certo senso sembrava che il governo avesse accantonato una legge di iniziativa parlamentare per sostituirla con una di sua iniziativa; il guaio è che non è stato affatto così, per cui il governo è caduto in flagrante contraddizione con se stesso. Evidentemente al governo piace più giocare e far giocare, che legiferare sul gioco. Il risultato in questi anni è stato un proliferare di macchinette, di luoghi in cui si gioca, di giochi e ovviamente di giocatori, con il dilagare dell’epidemia azzardopatica in un caos generalizzato”.

Per Binetti “Attualmente ci troviamo ad un bivio, che può essere ricondotto a due sole opzioni: o accettiamo l’attuale proliferare dei giochi, siano essi awp, vlt, ma anche gratta e vinci o scommesse di ogni tipo, oppure passiamo all’opzione mini-casinò, in cui macchinette di ogni tipo si concentrano in locali gestiti da chi ha la potenza economica per avviare questo tipo di trasformazione complessiva. Attenzione però: nessuna riduzione di apparecchi, solo una diversa dislocazione; nessuna presa in carico di pazienti reali e potenziali; nessuno stop alla pubblicità e nessuna azione di prevenzione. Evidentemente al Governo piace giocare con la salute dei cittadini, credendo che tutto si possa ridurre ad un giochetto tra addetti ai lavori che si spartiscono introiti tutt’altro che irrilevanti. Ma noi e moltissimi altri cittadini, interi comuni, a questo gioco non vogliamo più giocare”, conclude Binetti.

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