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Simona Mazzeo, originaria di Castellabate ma residente ad Agropoli (SA) da qualche anno, propone una legge per la lotta all’azzardopatia.

Si tratta di una legge sull’impoverimento controllato che suggerisce l’individuazione, sulla base della dichiarazione dei redditi dei cittadini e dei componenti il nucleo familiare, di una “frazione intoccabile” che non potrà in nessun caso essere destinata al gioco.

Simona Mazzeo è attivista nei locali Meetup del Movimento 5 Stelle ed è già candidata al consiglio comunale di Agropoli alle amministrative del 2017.

Secondo la sua proposta di legge si potrebbe rappresentare in tal modo una valido supporto nella lotta alla ludopatia ed un’ottima integrazione alle già validissime iniziative avviate dal nuovo governo sul tema col “Decreto dignità”.

«Il mio lavoro mi ha fatto entrare in contatto con famiglie rovinate a causa del vizio del gioco di uno dei componenti. Alcuni miei clienti hanno dovuto vendere la casa perché i soldi venivano utilizzati alle slot invece che per pagare le rate del mutuo. Ma questo è solo uno dei risvolti della medaglia. Il non riuscire a vincere crea una dipendenza vera che genera rabbia e quindi spiacevolissime conseguenze in famiglia. Già fortemente sensibile al tema per ragioni professionali ho poi iniziato seriamente a lavorare ad una soluzione al problema dopo l’incontro con un croupier con esperienza decennale in casinò internazionali, che aveva conosciuto da vicino quel mondo e ne aveva vagliato le problematicità. Insieme abbiamo creato il nostro progetto poi divenuto una proposta di legge sull’impoverimento controllato».

Queste le parole dell’avvocato Mazzeo che continua sottolineando: «Il problema è legato soprattutto alla facilità di accesso al gioco, considerata una pratica lecita. Giocare d’azzardo oggi è semplice come andare ad acquistare sigarette dal tabaccaio. Noi non vogliamo limitare le sale slot, l’occupazione, gli investimenti, l’offerta turistica e di divertimento. Noi vogliamo solo che le persone giochino il loro budget che va calcolato dallo Stato e non dal giocatore stesso autolimitandosi. Riteniamo che la soluzione o comunque la via per mitigare il problema non sia da rinvenirsi in una riduzione delle sale slot che potrebbe comportare perdite di posti di lavoro, ma nel controllo sulla spesa del giocatore. Ogni cittadino che vorrà giocare d’azzardo dovrà quindi munirsi di un ID personale sul quale sarà indicata la cifra massima spendibile mensilmente e dovrà munirsi di una tessera del giocatore. Ogni qualvolta il giocatore effettuerà l’iscrizione on line per crearsi un profilo per giocare al termine dovrà obbligatoriamente essere richiesto l’ID giocatore su cui è segnato il limite disponibile. Ugualmente quando un giocatore andrà in una sala slot, l’esercente avrà l’obbligo di chiedere la tessera del giocatore per strisciarla nell’apposito lettore e scalare il credito mensile giocabile. L’apposito lettore sarà collegato con la centrale che gestisce il tutto. Quando un giocatore raggiungerà il suo budget non potrà più giocare. Gli esercenti dovranno munirsi di lettore e le tessere saranno rilasciate da uffici comunali o altri uffici preposti con personale qualificato».

La proposta è consultabile nel dettaglio sulla Piattaforma Rousseau e stamattina una relazione dettagliata è stata consegnata in cartaceo al senatore Francesco Castiello affinché possa essere valutata nelle opportune sedi e commissioni.

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