Per Jamma, l’esternazione del noto professionista in ordine alle dichiarazioni rese da alcuni esponenti politici dei 5 Stelle  sul gioco azzardo e le scommesse.

Così l’avv. Marco Ripamonti: “E’ con stupore e delusione che continuo a riscontrare che, anche in una situazione economico finanziaria a dir poco drammatica, si persista nell’ignorare e sottovalutare la situazione delle imprese che si occupano del gioco legale e della raccolta autorizzata di scommesse. E’ del pari inquietante e, francamente, non sostenibile  che, a quanto pare,  esponenti politici, parlando di azzardo e scommesse, continuino a confondere le diverse fattispecie, auspicando in alcuni casi la chiusura dei comparti, che ad ogni buon conto non nascondono di voler continuare, nel contempo, a tassare.

Mi piacerebbe approfondire cosa debba intendersi per gioco d’azzardo, gioco lecito e scommesse autorizzate, ma mi taccio perchè credo sia del tutto inutile parlare a chi forse rifiuta di intendere per partito preso o perchè ritiene più utile cavalcare una battaglia fondata sulla diffidenza.

Ad ogni modo ed in breve: le apparecchiature a vincita limitata in denaro, sono qualificate apparecchi da gioco lecito nei quali, a mente dell’art.110, comma 6, lett.a), è presente anche una componente di abilità, ancorchè riferita a profili strategici; la scommessa autorizzata su eventi sportivi nulla ha a che vedere con il gioco d’azzardo, dal quale è totalmente differente per sua stessa natura. Confondere i due concetti, se si è in buona fede, è grave, indice di importantissime lacune ed anche di poco intuito.

Preme, invece, ricordare che i comparti del gioco lecito e delle scommesse autorizzate, sopratutto in alcune zone, sono a fortissimo rischio di infiltrazioni ed accaparramento da parte della criminalità organizzata ed è errore gravissimo  dimenticare tutti gli operatori onesti che, lavorando  nei circuiti legali, contribuiscono in modo molto consistente, ormai da molti anni, alle casse erariali che, ovviamente, sono necessarie anche per pagare gli elevati stipendi della moltitudine di politici e portaborse, a prescindere dalle loro capacità e preparazione”.