All’indomani della disamina dei programmi elettorali, Jamma raccoglie l’opinione del professionista viterbese, titolare dello Studio Legale Ripamonti, da molti anni in primo piano nella trattazione giurisdizionale delle problematiche legate al gioco.
Così l’avv.Marco Ripamonti: “E’ deludente la scarsa attenzione ai comparti riferibili al gioco legale mostrata dalla politica e ne è dimostrazione, a quanto leggo, che soltanto uno di essi ne faccia espresso riferimento nei programmi.
La materia del gioco necessita, per converso, di un importante ed accurato riordino. Ad iniziare dalla raccolta “terrestre” di giochi e scommesse, con l’attuazione di un bando che ponga dei punti fermi a livello centrale anche su temi, quale quello delle distanze da luoghi sensibili, che va uniformato e non lasciato ai governi del territorio, se non a costo di produrre disomogeneità. Il bando, e ciò non è semplice, dovrà porsi al riparo da possibili censure a livello di violazione dei diritti stabiliti dalla normativa europea, perché diversamente si rischierebbe di generare una nuova era giudiziaria in tema di discriminazione. Sul punto ricordo che sono ormai diverse le sentenze che, non arrestandosi all’ultimo bando del 2012, hanno affermato che anche la stessa normativa sulla regolarizzazione per emersione del Governo Renzi abbia prodotto effetti discriminatori per alcuni operatori. Effetti che però, senza un nuovo bando, potrebbero essere invocati anche da altri bookmaker che da anni stanno aspettando di immettersi nel sistema. Anche il gioco a distanza meriterebbe un riordino, la figura del punto di ricarica è una realtà importante ormai ed è necessario chiarirne e riordinarne la disciplina. Ma vi sono anche altri rilevanti aspetti da chiarire, anche nell’interesse dei consumatori titolari di conto di gioco e degli operatori che svolgendo attività mediante titolo riferibile al concessionario esercitino attività di procacciatori e collaboratori, attraverso la realizzazione di portale web di riferimento.
Andrebbe chiarita e disciplinata anche la materia dei tornei fisici ad esempio di poker sportivo e fattispecie analoghe, ormai da troppo tempo gravitanti in un limbo privo di certezze.
Anche il mondo delle AWP meriterebbe un riordino, quantomeno per organizzare a livello centrale la materia delle distanze e degli orari.
Occorrerebbe, a mio avviso, affrontare in modo più scientifico, coordinato ed oggettivo la materia della salute pubblica riguardo alle patologie legate all’azzardo per meglio affrontare temi quali la stessa tutela della salute e, in modo oggettivo e senza inutili pregiudizi, altri ad essa connessi quali la pubblicità e certe restrizioni, che ritengo inutili ed anacronistiche (penso ai divieti in tema di computer) derivanti dalla normativa Balduzzi.
Ignorare il gioco o tentare di osteggiarlo, soprattutto se per propaganda, non sono secondo me gli atteggiamenti più appropriati ma anzi, costituiscono un importante grimaldello per gioco illegale e criminalità. Il gioco, soprattutto d’azzardo, c’è da sempre e sempre ci sarà. Conviene disciplinarlo in modo coerente e realistico.

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