“I Comuni esonerino dal pagamento della tassa sui rifiuti le attività commerciali del territorio e intervengano sul sostegno agli affitti”. È la proposta di Augusto Di Bastiano, del Centro giuridico del cittadino di Avezzano. “Come Centro giuridico, ci sentiamo di proporre a tutti i comuni della Marsica di ridurre la Tari dal 25% al 50% per tutte quelle attività penalizzate dall’emergenza sanitaria. Per gli affitti, si diano contributi”.

“Il Comune di Sante Marie sta aiutando concretamente le imprese con misure che prevedono la concessione alle attività presenti sul territorio comunale con i locali in affitto di un contributo una tantum pari all’80% del canone mensile relativo a due mesi, oltre la concessione, alle attività commerciali con i locali di proprietà, di un contributo una tantum di 100 euro per ogni componente il nucleo familiare” spiega il Centro giuridico. “Che ogni Comune della Marsica segua l’esempio: ogni Comune si attivi con le risorse delle quali dispone. In questo periodo credo che anche il contribuire a pagare l’affitto per due mesi sia ossigeno”.

“I Comuni” prosegue il Centro giuridico “hanno fatto bene a sospendere il pagamento dell’occupazione del suolo pubblico da parte dei bar e ristoranti, ma non è sufficiente. Si può esonerare dal pagamento della Tari per un quadrimestre o con riduzioni in percentuale a secondo delle attività (naturalmente ci riferiamo a tutte quelle attività che sono rimaste chiuse causa Covid). Le giunte si possono attivare con delibere adeguate alle disponibilità dei propri Comuni, varare la manovra e portarla subito in consiglio. Se necessario, si può apportare la modifica del Regolamento Tari e prevedere prevede per l’anno 2020 riduzioni dal 25% al 50% per le attività penalizzate dalla chiusura o dalla contrazione dell’attività durante l’emergenza sanitaria. Molti Comuni in Italia lo hanno già fatto”.

“La Tari nel 2020 potrebbe essere scontata in questo modo” spiega il Centro giuridico, che ipotizza una riduzione del 50% a “scuole (comprese le scuole paritarie dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado); esposizioni e autosaloni; alberghi (senza ristorante), pensioni, locande, affittacamere, bed and breakfast e ogni altra attività ricettiva che applica l’imposta di soggiorno; agenzie di viaggi; esercizi commerciali di generi non alimentari a eccezione di edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie; banchi di mercato di generi non alimentari e alimentari che hanno subito provvedimenti di sospensione dell’attività; ristoranti (anche inseriti in strutture alberghiere), trattorie, pizzerie, tavole calde, osterie, pub, mense, birrerie, hamburgherie; bar, gelaterie, pasticcerie; rosticcerie; discoteche, sale da ballo”.

“Riduzione del 40% a associazioni, circoli e istituzioni culturali e sportive, biblioteche, musei, centri diurni; cinema e teatri; autorimesse, autoservizi, autotrasporti, laboratori artistici; distributori carburante, aree di parcheggio, aree di posteggio, campeggi, impianti sportivi e termali; attività artigianali tipo botteghe (parrucchiera, barbiere, estetista); officine, carrozzerie, laboratori, botteghe artigianali; sale giochi”.

“Riduzione del 25% ad attività industriali con capannoni di produzione (la riduzione va richiesta dal contribuente e sarà concessa previa verifica e solo se l’attività è stata sospesa per l’emergenza sanitaria); agenzie ippiche, ricevitorie totip; fiori e piante” conclude il Centro giuridico del cittadino.