slot minore
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(Jamma) – Alla terza Assise, l’aula dà il via libera al regolamento sul gioco d’azzardo proposto dall’assessore alle Attività Produttive Arturo Iannaccone. Sostanzialmente, però, si tratta dello stesso documento proposto un anno e mezzo fa, senza alcuna modifica se non per quanto riguarda le pubblicità delle sale. 

Nello specifico il prospetto individua delle fasce orarie in cui potranno essere aperte le sale: 9-12 e 15-22. Le nuove sale di Avellino che apriranno dovranno farlo a 300 metri dai luoghi sensibili (scuole, uffici, parrocchie ecc.), mentre quelle già esistenti avranno tre anni di tempo per trasferirsi e mettersi in regola. Inoltre non è stata inserita alcuna distinzione tra sale scommessa e quelle slot, come invece avrebbe voluto la commissione “Sanità” presieduta da Gianluca Festa. Non è stata una seduta semplice, ma alla fine il regolamento è passato all’unanimità con la sola astensione di Adriana Percopo (Pd) e grazie ai voti dell’opposizione che hanno consentito di raggiungere la soglia dei 17 voti necessari.

«Finalmente si chiude una vicenda che parte da lontano – sottolinea l’assessore Iannaccone. Una volta pubblicato il regolamento non si potranno aprire altre sale giochi che non rispettino quanto previsto, quindi otteniamo un risultato nell’immediato». Lo stesso Iannaccone, inoltre, spiega come il Comune abbia concesso un patrocinio a uno studio di Roma dell’istituto superiore di sanità: «Avvierà uno screening sulla città per fornirci dati precisi sul fenomeno».

Sulla scorta di questi dati – si legge su IrpiniaNews sarà possibile eventualmente apporre delle modifiche a un regolamento che, al momento, secondo Iannaccone «darà al nostro consiglio comunale la giusta vetrina a livello nazionale». Sull’impossibilità di creare una distinzione tra sale slot e scommesse è intervenuta Ida Grella (Pd): «Sono entrambe legate al gioco d’azzardo. La legge è molto chiara e le classifica come luoghi in cui si pratica il gioco d’azzardo. In città sono nate varie sale da gioco proprio di fronte alle scuole, di qualsiasi grado. Questo regolamento punta a far uscire Avellino dal far west».

Critica, invece, la consigliera di maggioranza Adriana Percopo che ha ricordato tutto il tempo perso sul regolamento: «E’ la terza volta che arriva in Aula così com’era e dopo un anno e mezzo ha bisogno di essere aggiornato. Oggi emaniamo un regolamento senza alcun dato alla mano sul fenomeno. In un anno e mezzo avremmo potuto effettuare un screening ottenendo dei dati precisi. Tutti i regolamenti approvati dagli altri comuni sono stati accompagnati da dati precisi».

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