“Nella delibera n. 290/2018, l’Autorità ha esaminato le misure di trasparenza e prevenzione della corruzione applicabili alle società che esercitano il gioco d’azzardo.

È stato precisato che le società in controllo pubblico, di cui all’art. 2-bis, co. 2, lett. b), del d.lgs. 33/2013, ovvero le società in cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, che svolgono l’attività di esercizio dei giochi d’azzardo e di giochi non d’azzardo autorizzati, nonché le attività e i servizi complementari e connessi all’esercizio dei giochi, sono tenute al rispetto delle misure di trasparenza previste dal d.lgs. 33/2013 che afferiscono all’organizzazione e alle attività della società, secondo gli adeguamenti indicati nell’Allegato 1) della determinazione n. 1134/2017 che tengono conto del criterio della “compatibilità” previsto all’art. 2-bis del medesimo decreto.

Le attività qualificate dalle società ai sensi della determinazione n. 1134/2017 come “attività commerciali nel mercato concorrenziale” e non come “attività di pubblico interesse” non soggiacciono, invece, agli obblighi di trasparenza previsti dal d.lgs. 33/2013, mentre sono sottoponibili all’accesso generalizzato, fatto salvo il bilanciamento che le società dovranno fare fra il diritto di accesso e la tutela degli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la tutela intellettuale, il diritto di autore e i segreti commerciali”.

E’ quanto si legge nella relazione sulla formazione continua in Italia (anni 2017-2018) dell’Autorità Nazionale Anticorruzione presentata al Senato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo (nella foto), in merito alle società pubbliche che esercitano il gioco d’azzardo.