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Nell’ambito dell’ultima giornata di audizioni in Commissione congiunta (presidente Claudio Leone) del Piemonte sul Ddl ludopatie che approderà in aula la settimana prossima sono stati ascoltati, oltre alla Guardia di Finanza, la rappresentante del Serd Goggia e il magistrato Parodi.

Federica Devietti Goggia, coordinatore del gruppo di lavoro sulle dipendenze Serd dell’Asl To3 ha messo l’accento sugli aspetti “ambientali” legati alla patologia del gioco: “Sono determinanti i fattori ambientali: la vicinanza delle macchinette ai luoghi che si frequentano abitualmente, gli orari di apertura che dovrebbero essere uguali dappertutto per evitare il pendolarismo dei giocatori, il controllo dell’età degli eventuali giocatori minorenni”. La dottoressa Devietti Goggia ha affermato che “dal 2016 al 2019 c’è stata una riduzione del 20,6% dell’utenza dei servizi per le dipendenze da gioco. Inoltre il 60% delle persone intervistate dichiara di avere ridotto il volume di gioco complessivo in seguito alle restrizioni introdotte dalla legge del 2016 e il 72% si è detto d’accordo sulle limitazioni introdotte. Infine – ha concluso – per quanto riguarda il valore stimato del consumo di gioco in denaro, si è passati dal 41,9% del 2017 al 32,8% nel 2018”.

Per Cesare Parodi, magistrato della Procura di Torino “il disagio sociale che può derivare dalla ludopatia è un aspetto tangibile. Non è facile intervenire su questo argomento in questo momento storico, conciliare salute e interesse economico è complicato. Vediamo che nel testo le due esigenze sono tutelate, una repressione drastica e radicale del gioco sarebbe destinata ad avere effetti molto limitati, perché convoglierebbe molti soggetti sull’online. Si può fare di più sulla tutela delle giovani generazioni e, soprattutto, verificare in maniera più precisa le ricadute illegali della ludopatia. Molte persone finiscono per rivolgersi a forme di finanziamento sia criminale e sia a quello che chiamiamo ‘l’usuraio di quartiere’, che non necessariamente ha legami con la criminalità. Possiamo usare le vittime per comprendere meglio la rete dell’usura. Va infine detto che è difficile tracciare una linea netta tra gioco legale e illegale, la criminalità converte le fonti illegali in attività legali”.