asteriti
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(Jamma) “Le Regioni e i Comuni hanno accettato la proposta del Governo in materia di riordino del gioco d’azzardo. Più che una operazione di riduzione dell’offerta di giochi, a contrasto del Gap, sembra piuttosto una sorta di operazione di “pulizia etnica”, concepita con il reale obiettivo di espungere dal sistema gli elementi meno redditizi, le ormai obsolete awp” Così l’avvocato Osvaldo Asteriti a proposito dell’accordo raggiunto in Conferenza Unificata.

“Una potatura necessaria, solo per rendere la pianta del gioco d’azzardo più robusta, per dare nuova linfa al sistema e renderlo più conveniente per i monopoli.

Il raggiungimento dell’accordo è stato salutato con espressioni di soddisfazione dalla politica e da una parte consistente degli attori di questa tragicommedia, i quali hanno messo in evidenza come alle Regioni sia stato riconosciuto finalmente il governo del territorio in materia di azzardo e ai Comuni la potestà di fissare distanze e orari di apertura delle sale.

Entro un quadro di riferimento gia posto dal sottosegretario Baretta, salvaguardare gli in vestimenti e “riequilibrare” l’offerta sul territorio, compensando gli squilibri attualmente esistenti tra varie zone, per renderla ovunque tonica, sempre con l’alibi di fronteggiare così l’azzardo illegale.

A ben guardare, l’accordo è una vittoria di Pirro, un vero monumento all’ipocrisia, un sepolcro imbiancato. Il governo del territorio era già una competenza delle Regioni, costituzionalmente garantita, come la tutela della salute, così come ai Comuni era già riconosciuta, ex lege, la potestà di fissare distanze e orari di apertura, attraverso provvedimenti che non soffocassero del tutto la libertà di iniziativa economica, e che, dove emessi, hanno superato positivamente l’esame del Giudice amministrativo.

Credo che la riduzione delle AWP, la loro eliminazione da luoghi di gioco poco frequentati o in parte già inattive, non avrà alcun effetto sulla diffusione del gioco d’azzardo e delle sue tragiche conseguenze, soprattutto sulla salute.

Non occorre essere delle Cassandre, per prevedere che il fenomeno del gioco d’azzardo, grazie a queste pretese misure di riduzione, ispirate dall’obiettivo reale di irrobustirlo, grazie a quest’opera di razionalizzazione, finirà per diventare più redditizio per aams, che non ha alcuna intenzione di rinunciare neppure a un centesimo delle entrate che l’azzardo assicura.

Il tempo, come sempre, dimostrerà quale sia la previsione più corretta, se quella dettata da un entusiasmo interessato e di maniera, alimentato da affermazioni del tipo “abbiamo iniziato, ora bisogna continuare”, o quella fondata su un più sano realismo.

Colpisce comunque l’atteggiamento di entusiasmo espresso dalle Regioni e da Comuni, attraverso l’ANCI, fino a ieri fieri avversari della modifica proposta da Baretta. Viene la curiosità di chiedersi quale sia e dove sia stato posto il punto di equilibrio dell’accordo raggiunto, su un testo fatto di nulla.

Esistono tuttavia degli indicatori che potranno essere tenuti sotto osservazione per monitorare la situazione, per verificare in che direzione spinge effettivamente l’accordo raggiunto per la riduzione delle AWP. Il dato della raccolta 2018, “l’insieme delle puntate effettuate dai giocatori” e la misura della dotazione finanziaria dell’osservatorio antiazzardo nazionale, attualmente fissata in 50 milioni di euro”.

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