Il Comune di Asiago (VI) ha approvato all’unanimità il regolamento per le sale giochi e l’installazione di apparecchi e congegni da intrattenimento, chiudendo di fatto la possibilità di nuove aperture.

Il provvedimento – si legge su ilgiornaledivicenza.it – è stato redatto in seguito ad una richiesta giunta in Comune in merito all’apertura di una sala da giochi in un locale a due passi dal centro, che si trovava a 200 metri dalle scuole superiori. Nello specifico il regolamento vieta l’apertura di sale da gioco nel raggio di 500 metri da tutti i luoghi sensibili. Non solo scuole, quindi, ma anche impianti sportivi, chiese, cinema e centri giovanili.

Sull’efficacia del limite di soli 500 metri, dubbio avanzato dalla consigliera della lista di minoranza “Siamo Asiago, Insieme per l’Altopiano”, Monica Dalle Ave, il consigliere delegato al commercio, Emanuele Cunico, ha spiegato che: «All’inizio eravamo propensi a considerare un raggio di un chilometro. Temendo però che questo potesse dare atto a contenziosi giudiziari, abbiamo preferito scendere a mezzo chilometro. Analizzato il perimetro di ciascun luogo sensibile abbiamo visto che il divieto si estende anche alle contrade e alla frazione Sasso, in pratica a tutto il territorio comunale abitato. Il provvedimento – conclude Cunico – non riguarderà le due sale da gioco e gli apparecchi già esistenti ma limiterà la diffusione di altre società di questo tipo».

Si sono dichiarati molto favorevoli per la delibera che sanicsce l’entrata in vigore del regolamento comunale sia il capogruppo di minoranza della lista “Di Asiago”, Alessandro Gatti, che lo ha ritenuto «doveroso di fronte alle famiglie vittime della ludopatia», sia l’assessore ai servizi sociali Diego Rigoni, che ha confermato quanto il problema del gioco sia insito nel tessuto sociale locale.

«La ludopatia – conclude Cunico – è una piaga della nostra società. Poco possiamo fare contro il gioco online, che pare in forte aumento. Bastano però le tante persone che si presentano agli uffici dei servizi sociali chiedendo aiuto. Il gioco d’azzardo non distrugge solo le famiglie ma grava su tutta la società e appesantisce la spesa sociale, togliendo risorse per altri servizi. I servizi sociali, in collaborazione con l’Ulss, stanno facendo del proprio meglio con campagne di sensibilizzazione ma anche la politica doveva fare la sua parte».