Arancione per tutti. E’ quello che suggeriscono le Regioni alla scadenza del DPCM.

Una riunione in seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni è quella che si terrà oggi per fare il punto della situazione alla luce della diffusione delle varianti del virus e affrontare il tema della gestione della pandemia e il sistema delle regole in vista della scadenza del Dpcm il 5 marzo, giorno dopo il quale il settore dei giochi e delle scommesse confida si possa mettere un punto definitivo alla sospensione di ogni tipo di attività di raccolta di gioco ad eccezione del Lotto, concorsi e vendita tagliandi delle lotterie istantanee.

Lo ha spiegato ieri il presidente della Conferenza Stefano Bonaccini, con le varianti del Covid che circolano, “e mi pare che in Italia, anche laddove si rimarrà in giallo, comunque i parametri stanno peggiorando, credo sarebbe il caso, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, di trovarci fra Governo e Regioni, e in tal senso ne ho parlato con la neo ministra Gelmini e ho sentito al telefono Roberto Speranza, per capire, e questo ce lo devono dire gli scienziati, se davvero c’è un peggioramento come vediamo”.

Qualora “questo peggioramento non fosse solo di qualche singola regione” ma “più in generale del Paese” bisogna capire, spiega Bonaccini, “se non valga la pena di” mettere in atto “una restrizione, per qualche settimana, omogenea, cercando anche di andare a rivedere le regole. Perché ad esempio – ricorda il governatore – il tema dei bar e ristoranti ogni volta è quello più penalizzato di tutti”. Comunque, conclude, “l’importante è come sempre interloquire, parlare tra di noi e cercare insieme di trovare le risposte migliori”.

La data chiave potrebbe essere il 25 febbraio, quando è prevista la scadenza del divieto di spostamento tra le Regioni. Per allora il governo dovrà decidere se prolungarlo con un nuovo provvedimento o consentire la libera circolazione. Si capirà, con quella decisione, qual è la linea adottata dal nuovo Premier. Per il ministro della Salute Speranza la cosa migliore sarebbe “una Italia in fascia arancione per qualche settimana in modo da arginare le varianti“.

Questo per evitare “continue aperture e chiusure che disorientano i cittadini e penalizzano i titolari delle attività“.

E per quelle attività chiuse ormai dall’ottobre scorso? Una estensione delle misure previste per tutte le Regioni delle restrizioni da ‘zona arancione’, senza una modifica al contenuto dei criteri di classificazione, vorrebbe dire ancora la chiusura delle attività per ‘quale settimana’.

Ma cosa significa qualche? Forse ‘sempre’ per molti esercenti che non possono nemmeno ipotizzare ancora uno stop delle loro attività.

Quella di oggi in Conferenza delle Regioni è una riunione fondamentale.

Quella riga nell’ordine del giorno, “Valutazione dell’attuale sistema di regole per la gestione e il contenimento della pandemia in vista dell’adozione del prossimo Dpcm” è un presupposto importantissimo per capire se si può parlare di apertura rispetto alle problematiche di un settore, quello del gioco pubblico, rispetto al quale la politica ha scelto di non voler nemmeno ipotizzare un errore di valutazione rispetto al rischio di contagio legato alla ripresa dell’attività di una sala slot, una sala bingo e un punto scommesse.

L’altra questione da capire è se lo strumento del Dpcm resterà quello privilegiato dall’Esecutivo, se la politica continuerà a decidere, sopra tutti e soprattutto, sul destino delle attività. O, in alternativa, se sarà un decreto a limitare le attività e dettare le regole. Tutto inizia oggi dalle Regioni.

Al comparto del gioco legale non resta che sperare che la scelta della zona arancione, se questa sarà, non significhi nero pesto per migliaia di lavoratori in attesa di un segnale positivo. cm