Arriva dalla Commissione Europea una formale richiesta di chiarimenti all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle motivazioni alla base delle regole in materia di regolamentazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro.

I tempi di Bruxelles, si sa, sono sempre un po’ lunghi. Così dopo un anno dalla entrata in vigore delle nuove norme in materia di produzione, importazione e verifica tecnica degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, è arrivata al regolatore italiano una richiesta da parte della Direzione Generale del Mercato Interno della Commissione a fornire chiarimenti sulla norma.

Un intervento che, secondo quanto Jamma è in grado di riferire, parte dalle segnalazioni che operatori e parti interessate hanno formulato all’indomani della pubblicazione da parte dell’ADM della determinazione che ha di fatto consentito l’applicazione delle norme definite dal legislatore.

La determina è stata poi sottoposta alla procedura di notifica così come da Direttiva (UE) 2015/1535. Gli Stati membri, infatti, devono informare la Commissione di qualsiasi progetto di regolamentazione tecnica prima della sua adozione. A partire dalla data di notifica del progetto, un periodo di status quo di tre mesi – durante il quale lo Stato membro notificante non può adottare la regolamentazione tecnica in questione – consente alla Commissione e agli altri Stati membri di esaminare il testo notificato e rispondere adeguatamente.

Laddove emerga che i progetti notificati possono creare ostacoli alla libera circolazione delle merci o alla libera prestazione di servizi della società dell’informazione, oppure al diritto secondario dell’UE, la Commissione e gli altri Stati membri possono presentare un parere circostanziato allo Stato membro che ha notificato il progetto.

In questo caso il decreto ha superato il vaglio della Commissione ed è stato adottato.

A distanza di diversi mesi però la Commissione ritiene di dare seguito a quelle segnalazioni e di formulare una richiesta di chiarimenti non solo sulla determinazione in questione, ma anche su tutte le altre, successive, e le relative circolari.

E proprio in questi giorni, in Senato, il legislatore ha proposto una modifica alla norma in questione. Nello specifico si tratta di un emendamento, approvato in Commissione, con il quale si intende introdurre una soluzione (per tramite di un elenco d’esclusione) per apparecchi che potrebbero essere messi in funzione senza procedure di verifica tecnica.

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