Di seguito la lettera inviata da Simona Neri (nella foto), delegata Anci Toscana, al Coordinatore Nazionale Tavolo Anci sulle problematiche del gioco Dott. Domenico Faggiani, e ai colleghi delegati delle Anci regionali sulle problematiche del gioco.

“Gentilissimo Dott. Faggiani, colleghi tutti, in qualità di delegata Anci Toscana al Tavolo Anci sulle problematiche del gioco e membro dell'”Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave” presso il Ministero della Salute con la presente intendo informare voi tutti che mi dissocio dalla posizione assunta pubblicamente dal coordinatore Faggiani in merito alla recente “fabbricazione” e divulgazione dell’applicazione digitale “Gioco Sicuro” da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Allego qui di seguito il link contenente le dichiarazioni in oggetto che ho trovato online, inviate alla mia attenzione anche da alcune associazioni nazionali che si occupano da sempre di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Dalle seguenti dichiarazioni, prendo totalmente le distanze e non le riconosco valide come linea condivisa di Anci Nazionale.

App “Gioco Sicuro”, Faggiani (Anci): “Critiche ingiuste, strumento valido contro illegalità e supporto al cittadino. Servirebbe funzione per visualizzare servizi che trattano dipendenze”

In occasione dell’ultima riunione ufficiale dell’Osservatorio Nazionale (2 Dicembre 2021) si è discusso su un punto specifico all’ordine del giorno riguardante proprio le criticità che un gruppo di delegati membri dell’osservatorio avevano posto all’attenzione della presidenza e dell’organo collegiale attraverso la messa agli atti di una mozione corredata da un documento tecnico istruttorio. Quest’ultimo, in particolare, analizza al suo interno il messaggio promozionale legato alla app, le principali criticità che possano configurare rischi sulla salute della app, l’eventuale contrasto con il paradigma di promozione della sanità pubblica e delle best practice validate dalla comunità scientifica per prevenire i danni da gioco d’azzardo, la possibile analogia con altri due progetti rivolti ai giovani del 2006 e 2009 ritirati a seguito di intervento parlamentare.

Fin dal primo momento della divulgazione di suddetta app “Gioco Sicuro”, molti membri dell’osservatorio, tra i quali la scrivente, si sono interrogati soprattutto sull’impatto che questa applicazione potesse avere sulla riattivazione delle dinamiche compulsive in chi, anche grazie al lockdown, era riuscito a fermarsi o astenersi dal gioco: il giocatore attivo potrebbe avere un elemento di informazione facilitante all’accesso al gioco? Il giocatore inattivo potrebbe subire uno stimolo alla riattivazione dell’abitudine? I giocatori “sociali” potrebbero avere la rassicurazione della “sicurezza” del gioco legale? Premettendo che è obiettivo comune quello di combattere l’illegalità e la criminalità organizzata che si nasconde in questo comparto, credo sia arrivato il momento di smettere di nasconderci dietro l’assunto che “la promozione del gioco legale sconfigge il gioco illegale” perchè fin dal primo momento della “legalizzazione” dell’azzardo, il gioco “illegale” non si è fermato, non è diminuito e la criminalità si è infiltrata anche e soprattutto nel settore “lecito”. E non sono io a dirlo.

Detto questo, esplicitata la mia posizione totalmente critica nei riguardi di questa app così come è stata concepita e divulgata e che ritengo debba passare al vaglio degli esperti di sanità pubblica del Ministero di competenza, confermo la mia divergenza di pensiero dal Dott. Faggiani e condivido con tutti voi una ulteriore considerazione: con la perdita dell’erario di circa il 30% del gettito “tradizionale” derivante dal gioco la mia sensazione è quella che si stia assistendo ad un tentativo di rilancio del gioco lecito operando una pubblicità indiretta al settore, certamente attraverso questa applicazione ma anche direttamente attraverso la proposta della sottosegretaria Vezzali di sospendere il Decreto Dignità per consentire alle società di betting di sponsorizzare le società sportive. Non per ultimo ritengo irricevibile la proposta di compartecipazione al gettito erariale anche dei Comuni. Siamo in un momento di forte crisi economica e psicologica, si sa che in questi periodi storici il gioco prolifera facendo leva anche e soprattutto sulla disperazione di cittadini in difficoltà: sostenendo queste iniziative rischiamo di abdicare alla nostra funzione di garanti della salute pubblica.

Chiedo altresì con la presente al Coordinatore Faggiani la convocazione di un tavolo per la discussione delle tematiche trattate in questa mail, non tanto per addivenire ad una linea di azione comune che vedo piuttosto lontana, ma dal momento che ormai sono mesi che non ci confrontiamo vorrei capire la posizione anche degli altri coordinatori.

Per quanto mi riguarda vi anticipo che convocherò a breve un tavolo regionale per mettere al corrente tutti i miei colleghi sindaci delle mie preoccupazioni. Un caro saluto e buon lavoro a tutti quanti”.