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(Jamma) – Slitta ancora, questa volta con la 1a e la 3a Commissione consiliare congiunte, l’approvazione del regolamento contro l’azzardopatia che avrebbe dovuto vedere la luce entro la fine del 2016. L’iter già di per sé piuttosto travagliato, cominciato con la Legge regionale 15 del luglio 2015 e proseguito attraverso un fiume di Commissioni (dal 1° marzo scorso) ed alcuni passaggi in Consiglio comunale, si complica ancora: 

“L’applicabilità della Legge 15 – ha spiegato giovedì pomeriggio in Commissione Elisabetta Comin, Dirigente comunale allo Sviluppo Economico e Servizi demografici – è rimessa in capo ad ogni singolo comune. Il Celva ha istituito un quesito online sulla sua applicazione effettiva con riscontro negativo rilevando uno scollamento tra le procedure di autorizzazione ed il testo unico per la sicurezza”. In soldoni, continua Comin: “Il Celva ha chiesto allora un’interpretazione autentica alla Regione per dirimere questa situazione e procedere con una procedura legittima”.

 

Intanto – scrive AostaSera – mentre il Comune aspetta una risposta dal Celva che aspetta a sua volta una risposta dalla Regione, la tensione durante i lavori di Commissione cresce: “Basta, ci state prendendo in giro, è chiaro ormai a tutti”, commenta Loris Sartore (Alpe). “Un rallentamento ulteriore da parte di organismo non tecnico ma politico, stiamo prendendo in giro la cittadinanza e centinaia di famiglie che si rovinano col gioco d’azzardo”.

 

Cerca di parare il colpo la Vicesindaca Antonella Marcoz: “Siamo sensibili a questo tema e sappiamo che è un problema sociale grave. Si potrebbe convocare il dottor Lamartora (psichiatra presso il Ser.D, ndr) per fare una relazione specifica sulla città di Aosta ed in seguito chiedere al Sindaco di emettere un’ordinanza sull’azzardopatia in attesa del regolamento”. E mentre Andrea Manfrin (Lega) pungola Marcoz chiedendole di prendersi un preciso impegno politico riguardo l’ordinanza, riemerge qualche scoria residua tra UV e PD, segno che la ‘rottura’ sulla questione bando anziani è tutt’altro che riassorbita: “Condivido ciò che dice la minoranza – spiega Antonino Malacrinò, consigliere dem –, l’ordinanza si può fare ma si è perso troppo tempo a non convocare prima gli Uffici. Intervenendo prima avremmo già il regolamento in mano”.

 

A mettere ordine ci pensa questa volta il Presidente della 3a Commissione, l’unionista Vincenzo Caminiti, per una volta senza ‘vis polemica’: “L’impegno preso in Consiglio di approvare il regolamento entro fine anno è quasi impossibile. Per uscire dall’impasse l’ordinanza può limitare i tempi di accensione delle macchinette in attesa del regolamento, favorendo la salute pubblica. Il punto fondamentale è l’orario, a tutti noi interessa ci sia una limitazione al gioco, e non la si fa nascondendo le macchinette ma spegnendole”.

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