“Il sistema concepito dal d.lgs. n. 231/2007 si basa sulla collaborazione tra operatori, autorità amministrative, organi investigativi e autorità giudiziaria, collaborazione promossa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, responsabile delle politiche di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Specifici compiti e poteri vengono assegnati alle cd. “autorità competenti”, ovvero l’Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.), la Guardia di Finanza, la Direzione Investigativa Antimafia, la Banca d’Italia, la Consob e l’Ivass (quest’ultime tre anche autorità di vigilanza di settore). (…) La disciplina pone poi a carico di determinati soggetti privati alcuni fondamentali obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti e delle informazioni, segnalazione di operazioni sospette), modulati in funzione delle caratteristiche delle diverse categorie coinvolte, che tendono a promuovere una conoscenza effettiva della clientela e ad assicurare la tracciabilità delle operazioni, in un’ottica chiaramente strumentale all’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo. La platea dei soggetti obbligati al rispetto di tali adempimenti si è andata progressivamente ampliando, fino a ricomprendere, oggi, oltre alla tradizionale categoria degli intermediari bancari e finanziari, una parte significativa di operatori non finanziari (concessionari di gioco, società di trasporto valori, prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, ecc.) e professionisti giuridico – contabili (notai, commercialisti e avvocati). Si tratta, in estrema sintesi, di soggetti che agiscono in posizioni chiave per intercettare possibili fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. (…) Il corpo, inoltre, in ragione delle sue competenze in materia fiscale, funge da raccordo operativo per valorizzare, ove necessario, le informazioni, raccolte ai fini antiriciclaggio, con gli altri attori del sistema (Agenzia delle Entrate e delle Dogane e dei Monopoli), sia ai fini del contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, sia con riguardo ai traffici transfrontalieri”.

E’ quanto riportato nella memoria depositata dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, audito nelle Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione relativa a un piano d’azione per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.