02/03/2013 Roma, inaugurazione del Dubai Palace. Nella foto giocatori alle slot machine video poker
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(Jamma) Dovrebbe arrivare domani quello che si annuncia come un parere articolato delle commissioni Finanze e Giustizia della Camera sullo schema di decreto che recepisce la quarta direttiva comunitaria antiriciclaggio. Il relatore Sergio Boccadutri (Pd) della commissione Finanze ha raccolto circa 90 osservazioni allo schema di decreto presentato dal Governo. Tutte con un solo filo conduttore: quello di rendere più soft i numerosi adempimenti chiesti a imprese e professionisti per adeguarsi alle regole dell’antiriciclaggio. Come ha anticipato il Presidente della Commissione Finanze Maurizio Bernardo si punta ad “eliminare norme di difficile applicazione e qualche eccesso di delega nel testo del Governo”.

Nel settore dei giochi si prevede per distributori ed esercenti del gioco su rete fisica l’obbligo di identificare il cliente che richiede o effettua operazioni di gioco per importo pari o superiore ai 2.000 euro (per il settore delle VLT il limite è di 500 euro). Se si ravvisa il rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo le misure antiriciclaggio devono essere applicate a prescindere della cifra richiesta. Ed è proprio su questo punto che si sofferm,a la Commissione. Nel parere infatti si chiede di chiarire su chi ricadono le attività di identificazione del cliente quando si parla di Vlt.

Sembra non ci siano invece dubbi su il previsto obbligo di identificazione per i giochi online avviene attraverso il conto di gioco che può essere ricaricato esclusivamente attraverso mezzi di pagamento tracciabili. Chi gestisce case da gioco (casinò) dovrà identificare e verificare i clienti se il valore delle transazioni eseguite per l’acquisto o il cambio dei gettoni, o l’incasso delle vincite, sia pari a importi di 2.000 euro o superiori. I gestori dei casinò sottoposti al controllo pubblico devono identificare i clienti già all’ingresso della casa da gioco (articoli 52-54).

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