“Nel primo semestre 2020 la Uif ha ricevuto poco piu’ di 53mila segnalazioni di operazioni sospette, in aumento del 3,6% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Dalla sua costituzione nel 2008 le segnalazioni di operazioni sospette – ha ricordato – sono passate da poco piu’ di 12mila a quasi 106mila nel 2019, e anche in un contesto critico come quello del 2020, connotato dall’emergenza pandemia Covid-19 e perfino durante il lockdown, i soggetti obbligati hanno mostrato una grande capacita’ di intercettare tempestivamente fenomeni nuovi legati all’epidemia e alla conseguente crisi economica”.

Lo ha detto il Direttore dell’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif), Claudio Clemente (nella foto) in audizione presso le Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione europea relativa a un piano d’azione per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

Clemente ha fatto rilevare, in particolare, che “in questo frangente l’Uif non ha in nessun momento ridotto i propri ritmi di attivita’ ma le ha accresciute attivando gli strumenti del lavoro a distanza e cooperando con gli organi investigativi, la Direzione nazionale antimafia e le procure che hanno aumentato del 60% le richieste nel semestre per assicurare al Paese i migliori contributi a tutela della collettivita’ e della legalita’”.

E ancora: “Oggi la nuova frontiera del riciclaggio è costituita da soggetti che operano a distanza attraverso piattaforme costituite all’estero sottratte ai controlli delle autorità dello Stato in cui operano. Il problema va affrontato. Abbiamo fatto delle proposte normative alle Commissioni parlamentari, partendo come punto di riferimento da quei sistemi che si usano per il monitoraggio delle attività di gioco, che sono sottoposte a obblighi antiriciclaggio anche sul territorio nazionale. Analogo trattamento andrebbe riservato agli operatori finanziari”.

A seguire durante la sua audizione il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho ha spiegato: “E’ molto efficace la segnalazione di operazioni sospette, un servizio che è stato ampiamente ristrutturato e che conta sull’impegno e la cooperazione tra l’Ufficio di informazione finanziaria, la Dia, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che possono incrociare le risultanze della banca dati e anche i registri nazionali delle notizie di reato”. Secondo De Raho, “il lavoro sviluppato in questo campo, nel quale si sono rilevate emergenze anche derivanti dalla pandemia Covid, ha dato risultati soddisfacenti anche se il sistema è suscettibile di miglioramento. La criminalità organizzatasi è recata a Malta, in Romania e in vari altri Paesi Ue per portare avanti i suoi affari, come le piattaforme online per il gioco d’azzardo, tocca però all’Europa intervenire a fondo con le procedure di infrazione. Ci sono Paesi che hanno una disciplina meno rigorosa di quella italiana e non tutti i Paesi Ue mantengono uno stesso livello nel contrasto al riciclaggio ed è vero che la criminalità organizzata proietta i suoi capitali illeciti dove è più facile il reinvestimento, dove è minore il rigore della disciplina. Sarà fondamentale l’obiettivo di realizzare un corpus normativo unico e la sua applicazione efficace nella Ue. Un traguardo che può essere raggiunto invitando i paesi ad adeguarsi alle direttive o anche predisponendo un regolamento comunitario”.