143 milioni di euro persi nel 2017 nella Provincia di Padova. E solo il 10 per cento dei giocatori patologici chiede aiuto ai professionisti

Per contrastare il gioco d’azzardo occorre fare rete tra Comuni. Niente più ordinanze a singhiozzo che spostano di pochi chilometri il problema, niente più regolamenti contraddittori, ma una pianificazione generale che sia realmente efficace.

E’ quanto si propongono Anci Veneto e l’Ulss 6 Euganea, che per giovedì 16 maggio hanno organizzato un seminario interattivo a Padova, alle 15.30 in piazza Bardella 13.

L’iniziativa parte dalla persistente situazione d’emergenza, nonostante gli sforzi e i passi avanti fatti. Nel 2017, nella sola Provincia di Padova, sono stati persi 142.907.763 euro. Purtroppo solo il 10 per cento dei giocatori patologici chiede aiuto ai professionisti. Il quadro è complesso anche per la sua varietà: se nel lotto i giocatori problematici sono il 43 per cento del totale, nelle slot machine salgono al 52 per cento.

Da questo stato di fatto partirà Paolo Jarre, medico esperto in dipendenze e principale relatore, all’incontro del 16 maggio. Dopo l’introduzione di Guglielmo Cavallari dell’Ulss 6, Jarre esaminerà con gli amministratori comunali tutte le questioni annesse. A partire dai poteri degli stessi sindaci in tema di contenimento di questa piaga. Cioè, gli obiettivi massimi e minimi contenuti in ordinanze e regolamenti: cosa si può realmente ottenere con questi atti amministrativi? Per rispondere a questa e altre domande saranno mostrati casi concreti, sia quelli efficaci che quelli no, spiegando come realizzare ordinanze e regolamenti (quali contenuti e quali elementi scientifici e giuridici essenziali).

Seguirà un momento di confronto con i sindaci che hanno contenuto con successo la febbre del gioco. In chiusura, spazio al dibattito aperto con tutti i presenti. La partecipazione è gratuita, previa prenotazione