“Il campione analizzato riguarda circa 700 individui. Per contrastare il disturbo da gioco d’azzardo il 70,5% degli intervistati ritiene utile l’informazione e la prevenzione, il restante 29,5% divieti e restrizioni. Il 30% degli intervistati dichiara di conoscere almeno una persona che soffre di ludopatia. Di questi la maggioranza assoluta ne conosce solo una. Il fenomeno è quindi molto contenuto. In merito alle tipologie di gioco che più preoccupano gli intervistati il 44,5% si dice preoccupato dal gioco illegale sia nei locali che online; il 35,8% dal gioco online e solo il 19,7% è preoccupato dal gioco legale nei locali pubblici. Abbiamo poi chiesto agli intervistati se ritenessero che l’offerta di gioco legale fosse affidabile oppure no: il 75% si è detto assolutamente d’accordo sul fatto che il concessionario di Stato è affidabile. Alla domanda se si ritiene che un controllo all’accesso e un registro di autoesclusione dei giocatori problematici dalle sale possa essere una misura utile gli intervistati hanno risposto dando il loro consenso con una percentule molto alta: l’82%. Infine chiedendo agli intervistati quale tra le seguenti politiche prioritarie privilegiano questi hanno risposto così: contrastare il gioco d’azzardo illegale (41,3%), migliorare le attività di informazione e prevenzione (34,8%) e combattere il gioco patologico (23,9%)”.

Lo ha detto Giorgio De Carlo (nella foto), Direttore dell’Istituto Quaeris, presentando l’analisi demoscopica indipendente sul tema del gioco durante il convegno “Gioco legale: la necessità di riordino” organizzato a Roma dall’Istituto Milton Friedman, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici (EGP-Fipe), del Sindacato Totoricevitori Sportivi e della Federazione Italiana Tabaccai.