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Non è passato inosservato l’atto sottoscritto il 28 agosto scorso, quindi in assenza del direttore generale, con il quale è stata rinnovata la convenzione tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la SIAE per garantire i controlli presso gli esercizi pubblici sugli apparecchi da intrattenimento.

La convenzione, fortemente criticata dai sindacati già in origine, è stata sottoscritta nel 2010 “per realizzare una sempre più forte attività di contrasto all’illegalità nei giochi”. Secondo le rappresentanze sindacali la convenzione è considerata un evidente spreco di denaro considerando che gli esiti dei controlli degli agenti Siae devono, comunque, poi essere elaborati dal personale dei Monopoli. Vista la spesa enorme ed il servizio a metà era forse sarebbe meglio remunerare con una quota aggiuntiva il personale dell’Amministrazione già formato, e quindi più esperto, in materia.

In base all’accordo, di durata triennale, la SIAE, con la sua capillare organizzazione, dovrebbe  collaborare per il reperimento e l’acquisizione degli elementi utili al censimento e al controllo degli apparecchi da divertimento (con vincite e senza vincite in denaro) nei pubblici esercizi, ovunque installati sull’intero territorio nazionale, per verificare il compiuto rispetto di tutti gli obblighi, il cui assolvimento è condizione indispensabile per l’utilizzazione lecita degli apparecchi da gioco. Di fatto ogni controllo passa poi agli Uffici dell’ADM.

La convenzione prevedeva almeno 20.000 controlli l’anno. A seguito di tali controlli la Società italiana degli autori ed editori ha generato nel 2012 proventi  per un totale di 5.115.430 euro, registrando + 7,9% rispetto ai 4.739.180 euro del 2011.

Nel 2013 l’allora Direttore Centrale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli , dott. Alessandro Aronica, nel corso di una riunione con le organizzazioni sindacali, annunciò un ridimensionamento dell’accordo in termini economici.

A distanza di otto anni l’accordo viene ancora stipulato per un totale di 1,8 milioni e 12.000 controllo distribuiti sul territorio nazionale.

Ma la cosa che desta delle perplessità è sicuramente la modalità circa il rinnovo. L’atto è stato sottoscritto il 28 agosto scorso, ovvero dopo la rimozione del direttore generale, e quando ancora non risulta insediato il nuovo direttore Mineo (di cui ancora non risulta formalizzata la nomina da parte del Presidente della Repubblica).

 

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