“In nessun paese europeo esiste una così diffusa presenza di super casinò in ogni angolo di strada, in nessun paese europeo esistono 50.000 videolottery. E’ normale che le organizzazioni criminali prestino maggiormente la loro attenzione per questi luoghi dove molti giocatori lasciano tutti i loro risparmi, dove si incassano giornalmente somme importanti, che non sfuggono a certe organizzazioni”. Così in una nota Agcai.

“E proprio il fatto che siano attività legali, le rende maggiormente appetibili delle attività di gioco illegali. Ma allora perché il senatore Endrizzi (M5s) ha firmato il rinnovo delle concessioni a 50.000 videolottery che equivalgono a 350mila slot da bar? I dati della raccolta di ADM lo confermano. Il senatore Endrizzi dovrebbe intervenire non rinnovando le concessioni alle videolottery, intervenire sui parametri tecnici e sulla pericolosità degli apparecchi awp. Ridurre il numero delle awp e allo stesso tempo ridurne le percentuali di restituzione aumentandone la perdita oraria, non ci sembra la strada giusta. Si perde di più e in più breve tempo, lasciando sempre meno soldi nelle tasche dei giocatori da spendere nell’economia reale (giusto per usare termini al senatore noti).

Si vuole veramente tornare al gioco di intrattenimento e divertimento con piccola vincita che non mieta vittime? E allora andiamo veramente verso questa soluzione senza girarci intorno. Lo Stato rinunci ai soldi del Preu lasciando nelle tasche dei giocatori quei soldi che preleva sul giocato per poterli fare spendere nell’economia reale. Come? Aumentandone la percentuale di restituzione, che dovrebbe essere variabile dall’85 al 90 per cento, si riduca anche la puntata a 50 centesimi. Si inseriscano più elementi di intrattenimento e divertimento, si tolga il gioco da intrattenimento con piccola vincita dalle mani delle multinazionali del gioco d’azzardo e vedrà caro senatore che l’allarme sociale sparirà. Non era lei che diceva a che servono i concessionari? Che gli apparecchi possono essere collegati all’agenzia delle entrate? E cosa si aspetta? Si confronti con i gestori di awp, le soluzioni ci sono” conclude Agcai.