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(Jamma) – “Finalmente anche a Adria (RO), il 22 gennaio, si è giunti all’emanazione da parte del sindaco dell’ordinanza di riduzione dell’orario di funzionamento delle famigerate slot machine. Un piccolo atto, certamente non risolutivo ma sicuramente utile, a sostegno della lotta contro quella che è ormai una malattia a tutti gli effetti: il gioco d’azzardo patologico”.

E’ il giudizio di Matteo Stoppa, esponente del Pd che, in consiglio comunale ad Adria, è forza di opposizione. “Dati allarmanti – prosegue la sua nota stampa – anche non recenti, relativi ai milioni di euro bruciati con queste ‘macchinette’ e alle migliaia di famiglie distrutte a causa delle conseguenze avrebbero dovuto indurre il sindaco ad uniformarsi con maggiore celerità all’azione di moltissimi altri suoi colleghi, di qualsiasi colore politico, su questa tematica”.

“Invece il sindaco – accusa stoppa – autodefinitosi ‘mai fermo’ ha impiegato oltre due anni per raggiungere un obbiettivo sicuramente importante ma quasi banalmente raggiungibile. Ripercorrendo le tappe ricordo che il consiglio comunale il 21 dicembre 2015 aveva preso atto con voto favorevole ed unanime del documento predisposto dall’Ulss 19, fatto proprio dalla Conferenza dei sindaci, contenente alcuni indirizzi proprio relativi al gioco d’azzardo; durante il consiglio comunale del 18 aprile del 2016 sempre all’unanimità, veniva votata una mia mozione che impegnava il sindaco ad emanare con urgenza un’adeguata ordinanza/delibera che regolasse gli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate, e gli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati, ed in quelli installati negli esercizi commerciali”.

“Durante la discussione – prosegue – il sindaco dichiarava tra l’altro ‘dovremo trovare una formula per compensare eventualmente, e premiare anche in maniera adeguata, chi andrà a togliere queste macchinette mangiasoldi, ti ricordo che ad Adria ci sono 96 bar, e 90 hanno tutti quanti queste macchinette. Da notare che questo tipo di ordinanze sono state emanate in Comuni come Verona, Rovigo, Bergamo e gli orari di riduzione proposti all’epoca sono gli stessi presenti dell’ordinanza sindacale definitiva”.

“Durante il consiglio comunale del 28 novembre – prosegue Stoppa – presentavo un’interrogazione con la quale chiedevo al sindaco che fine avesse fatto l’impegno rivoltogli, tramite la mia mozione votata all’unanimità il 18.04.2016, di riduzione dell’orario di funzionamento delle macchinette. Da notare che il Sindaco doveva rispondermi entro 30 giorni. La risposta è arrivata il 22 gennaio con l’emanazione dell’ordinanza. Alla faccia del rispetto nei confronti del consiglio comunale. In tutto questo tempo, il sindaco ha più volte rimandatp la questione nascondendosi dietro la necessità di verifiche normative e regolamentari, forse bastava rifarsi alle regole del buon senso”.

“In tutto questo tempo non si è mai sentita la voce dell’assessore Osti, con delega alle Politiche sociali, che avrebbe avuto tutto l’interesse a contrastare, con tale ordinanza, un fenomeno che rappresenta di sicuro un problema per il suo settore di riferimento. A questo punto, richiamando sconsolato il detto ‘meglio tardi che mai’, mi aspetto rigidi controlli rispetto a quanto ordinato dal sindaco. Solo così Barbujani potrà rendere credibile la sua azione e recuperare il tempo perso. Concludo suggerendo di destinare i soldi raccolti con le multe, derivanti dalle infrazione dell’ordinanza, ad un fondo a favore di iniziative sociali e di informazione sui temi del gioco d’azzardo e della ludopatia” conclude Stoppa.

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