Slitta a lunedì prossimo alle 11 a Pescara in piazza Unione, di fronte alla sede del Consiglio regionale, il sit in di protesta, in un primo momento programmato per oggi, da parte di imprenditori e dipendenti abruzzesi delle agenzie di scommesse e del comparto delle machine, che comprende slot, videolottery ed operatori delle sale bingo. E’ quanto si legge su abruzzoweb.it.

In Abruzzo sono complessivamente 2.308 le agenzie ed i punti di raccolta, dove lavorano 7.330 persone oltre ad un indotto di altri 5mila lavoratori: a questi si aggiungono 1.380 tabaccai. Le sale scommesse sportive sono 310 per 930 occupati più un indotto di altri circa 400 dipendenti.

Il Comparto “ancora fermo nonostante le riaperture delle altre attività” si considera “invisibile alle Istituzioni” e chiede alla Regione Abruzzo un interessamento per sbloccare “una situazione che sta mettendo in ginocchio titolari e lavoratori che ancora non hanno percepito la cassa integrazione”.

Il portavoce della categoria, Roberto Salerni, formula critiche al governatore, Marco Marsilio, e all’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo: “l’Abruzzo è l’unica regione in Italia dove con una ordinanza, la 59 del 14 maggio 2020 firmata dallo stesso Marsilio e dall’assessore Febbo si vieta la riapertura con il passaggio ‘rimane sospesa l’attività di sale gioco e scommesse e bingo anche qualora siano svolte all’interno di bar pubblici e servizi affini delle agenzie di scommessa’, quindi Febbo mente sapendo di mentire: infatti, nei giorni scorsi, ha dichiarato che è lo Stato che deve sbloccare il comparto mentre lui e Marsilio hanno firmato un provvedimento di stop che va controcorrente rispetto all’atteggiamento delle altre regioni che non sono state così nette, con la Provincia autonoma di Trento che ha addirittura riaperto le sale e le attività scommesse“.

Chiediamo – spiega ancora – un incontro con la Regione, che ci deve sostenere, per cominciare già da oggi a lavorare sulla stesura di un protocollo di sicurezza anti-covid e per programmare la riapertura quando lo Stato autorizzerà di nuovo”.

Il rappresentante delle sale gioco sottolinea che “tra le altre cose, e questa è una forte critica allo Stato, che fa due pesi e due misure, assistiamo al fatto che il lotto, il superenalotto e la vendita dei gratta e vinci che fanno pare del comparto gioco, sono già operanti”.

Nei giorni scorsi “gli invisibili” avevano annunciato che sarebbero scesi in piazza, perché “ad oggi lo Stato non ci ha citato in nessuna ordinanza per misure a sostegno ma solo per una possibile, ulteriore tassazione che dovrebbe essere dello 0,5 per cento. La conseguenza è che non abbiamo date certe e indicazioni sulla riapertura con la complicità della Regione”.