“Non siamo invisibili, non siamo solo un bancomat per le casse dello Stato, manifestiamo tutti insieme, andiamo a riprenderci la nostra dignità, ridiamo un volto a chi ne ha diritto. Vogliamo rappresentare la nostra situazione di fermo completo al governatore Marco Marsilio e all’assessore alle attività produttive Mauro Febbo”.

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Così imprenditori e dipendenti abruzzesi del settore del gioco sulla manifestazione di protesta a Pescara di mercoledì prossimo sotto la sede dell’assessorato regionale alle Attività produttive.

In Abruzzo – si legge su abruzzoweb.it – sono complessivamente 2.308 la agenzie ed i punti di raccolta, dove lavorano 7.330 persone oltre ad un indotto di altri 5mila lavoratori: a questi si aggiungono 1.380 tabaccai. Le sale scommesse sportive sono 310 per 930 occupati più un indotto di altri circa 400 dipendenti.

“Gli invisibili scendono in piazza, ad oggi lo Stato non ci ha citato nessuna ordinanza per misure a sostegno ma solo per una possibile, ulteriore tassazione che dovrebbe essere dello 0,3 per cento – spiega un gruppo di imprenditori – La conseguenza è che non abbiamo date certe e indicazioni sulla riapertura, non sappiamo cosa dire ai dipendenti e tutte le banche si fanno scudo con il codice etico per non concedere finanziamenti a partire dai 25mila euro che garantisce lo Stato. Eppure non siamo venditori di povertà o di illegalità ma operatori di gioco legale che a tutti gli effetti producono economia nei territori e ritorno per le casse statali. Considerando che il gettito è di 6 miliardi di euro”.