Stefano (nella foto) lavora nella sala slot Admiral di Erbusco, in provincia di Brescia, e come tanti altri lavoratori del settore sfoga la sua delusione per il trattamento che gli viene riservato dallo Stato.

“Come sappiamo, la pandemia ha messo in difficoltà molti settori lavorativi. Adesso siamo nel 2021 e, ahimè, nulla è migliorato. Anzi se possibile è peggiorato. Purtroppo, ci sono state ondate più o meno intense di contagio, molti i guariti ma anche tanti i decessi; si è inoltre notata un’assurda disorganizzazione e/o incompetenza sulla gestione delle disposizioni anti-covid e delle normative nel mondo del lavoro. Ciò si è tradotto in chiusure totali, riaperture a singhiozzo e nuovamente chiusure.

La mia riflessione va ai lavoratori, come me, che lavorano nel settore di “sale slot, bingo e centri scommesse”. Sono un addetto Admiral della sala slot di Erbusco (BS), fiero e orgoglioso di farne parte e oggi sono qui per far sentire nuovamente la nostra voce, le nostre grida di richiesta per tornare a lavorare, proprio come hanno già scritto alcuni colleghi di altre sale e città in precedenza. Viviamo una situazione dove, dal 2020 ad oggi, sono più i mesi in cassa integrazione (fortunatamente anticipata dall’azienda) che quelli lavorati; viviamo una situazione in cui la dignità di lavoratore nel nostro settore viene meno dopo aver chiuso le sale slot a data da destinarsi; viviamo con la speranza di ritornare a lavoro il prima possibile.

Ci hanno imposto (giustamente) di adottare misure con dispositivi e restrizioni (seguite e rispettate in modo impeccabile) per far sì che le sale slot divenissero luoghi ancora più sicuri e, dopo mesi di sacrifici, ci siamo trovati nuovamente con le porte serrate. Perché? Che senso ha rispettare le normative per poi essere penalizzati? Siete a conoscenza di contagi e assembramenti nelle sale slot? A me non risulta e sto parlando di gioco legale.

Perché i centri commerciali restano aperti e gli assembramenti sono all’ordine del giorno mentre le sale slot sono penalizzate nonostante gli ingressi siano contingentati e controllati? Sono lavoratori quelli nei centri commerciali e lavoratori siamo noi delle sale slot. Mi chiedo “perché” a loro sia permesso di lavorare e a noi no. Per non parlare degli assembramenti nei litorali e nei parchi che, nonostante le normative, sembra accadano spesso, e potrei continuare con tanti altri esempi, ma non mi dilungo ulteriormente. Oppure il problema riguarda la riduzione del tasso di ludopatia? Anche in questo caso si commette un altro errore. Non è tenendo chiuse le sale slot, bingo e centri scommesse che si risolve il problema “ludopatia” e “riduzione contagi”, anzi si peggiora perché viene agevolato il gioco illegale.

Quindi che senso ha tutto ciò? Concludo dicendo che la mia categoria non ha niente in meno rispetto alle altre e quindi esigiamo la stessa correttezza e gli stessi diritti degli altri lavoratori, in primis quello di ritornare a lavorare: “o tutti, o nessuno” e ringrazio l’Admiral per tutto il sostegno e la vicinanza che ha sempre dato al suo personale e, sottolineo che la sua serietà non è circondata di “sole parole” ma soprattutto di “fatti e concretezze”. Grazie Admiral”.