A Testa Alta. Silvio Pigoli ci mette la faccia: il suo lavoro non è un insulto, come ha detto il senatore Salvini, semmai dovrebbero provare imbarazzo tutti i politici che stanno chiedendo il blocco di un intero settore.E non a caso usa le maiuscole per i LAVORATORI DEL GIOCO PUBBLICO

“Salvini, Fontana, Gori e altri,

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esultate di un Settore in ginocchio a cui tanto dovete, ma i LAVORATORI DEL GIOCO PUBBLICO non hanno diritti? Solo doveri?”

Cari politici,
oggi vedo, con molta amarezza, che la vostra principale preoccupazione è elogiare il blocco di un intero settore, un settore che oltre a dare lavoro a migliaia di aziende e famiglie, garantisce allo stato oltre 10 miliardi l’anno. La vostra ipocrisia nei nostri confronti è quanto meno imbarazzante, imbarazzante come la vostra negazione a un contraddittorio con dei nostri rappresentanti, semplicemente “ve la suonate e cantate da soli”. Noi non vogliamo privilegi, ma almeno essere trattati come tutte le altre categorie. Troppo facile rinnegarci in pubblico per trovare quel consenso che forse è in fase calante o magari per distrarre l’attenzione su veri problemi dimenticando che negli ultimi anni vi siamo serviti per sistemare i conti di uno Stato che non è capace di fare una corretta spending review sulle proprie spese. Vi ricordo che il gioco nella storia è una linea retta, da sempre, cambia solo il proprietario, dal 2004 è stato governato grazie a migliaia di piccole aziende italiane ma se ora ritenete che sia giusto farlo tornare alla clandestinità o, cosa più probabile, donarlo a qualche fondo con sede all’estero, parlate chiaro, non fate gli ipocriti.

Uno sfogo da un OPERATORE DEL GIOCO PUBBLICO sempre disponibile a un confronto.
Per concludere a tutti i colleghi, baristi, tabaccai, operatori di sala, un invito a tenere duro perché un giorno diremo:
“Non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta.”

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