A Testa Alta Massimo (Awp Manager) ci scrive per evidenziare la discriminazione subita dal settore degli apparecchi da intrattenimento a vincita in tema di riaperture.

“Gentile redazione, solo per esporvi un semplice ragionamento. L’ennesimo, sempre lo stesso, già esposto mesi fa. Come è possibile assistere inermi, senza provare un crescente impeto di rabbia, ad attività aperte da sempre, senza nessun riguardo per assembramenti e sicurezza (vedi supermercati) e chiudere, senza nessun dubbio o perplessità, un settore sicuro, controllato, che rappresenta la terza entrata Pil dello Stato come quello delle slot? Avete consegnato il settore alla criminalità. Avete cancellato 150.000 posti di lavoro, senza aiuti e con la solita prepotente indifferenza e ignoranza. Spero davvero nel buon senso e dell’onestà intellettuale del sottosegretario Durigon e nella concretezza del premier Draghi. Ma è così difficile impostare, almeno nei locali generalisti, almeno quando la situazione pandemica lo concede, l’accensione di 1 slot, una solo per esercizio? La professione non ne esce mortificata, gli esercizi possono contare su un’entrata fondamentale, lo Stato incassa Preu e tasse (mi sembra che ce ne sia bisogno), non si creano assembramenti, il tutto è facilmente gestibile e sicuro dal punto di vista sanitario. Serve Altro? Per dire sempre e comunque “chiudere tutto” non serve uno strapagato politico, il mio edicolante di fiducia potrebbe dire la stessa cosa gratuitamente e senza nessun titolo di studio. Quindi dopo un anno di pandemia il risultato profondamente elaborato e’: sì alle famiglie numerose “tutti insieme appassionatamente” al supermercato, sì alle orge calcistiche, sì agli immigrati tipo “fate come vi viene”, sì a piazze e corsi di città pieni, sì a gente allegramente in spiaggia e no ad 1 slot machines accesa? Complimenti… servono visione, apertura mentale, nessun pregiudizio o ipocrisia. La mia domanda è, di questo ne siete capaci?”.