casinò
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(Jamma) – Torna ancora una volta in primo piano a Taormina il “sogno proibito” del casinò, chiuso negli anni Sessanta e da allora mai più riaperto. Una conferenza stampa sulla questione è in programma a Palazzo dei Giurati, nell’aula consiliare del Comune, alla presenza del senatore di Forza Italia Vincenzo Gibiino, che nella circostanza illustrerà gli obiettivi del nuovo disegno di legge sui casinò nelle località turistiche.

“Istituzione di nuove Case da gioco in località turistiche e adozione del Codice del gioco d’azzardo”, questo il tema del disegno di legge e dell’incontro previsto a Taormina.

«L’iniziativa – evidenzia il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni – intende liberalizzare i casinò e renderli una prospettiva concreta, a discapito delle macchinette la cui dipendenza sta rovinando tanta gente. Ho chiesto al senatore di inserire Taormina tra queste località perché è chiaro che Taormina merita il casinò per la sua storia e per quello che ancora adesso rappresenta la nostra città in ambito internazionale, ovviamente ricordando che non più tardi di tre mesi fa Taormina è stata anche sede del G7. Si tratta di una soluzione percorribile attraverso un’iniziativa realmente seria. Poi magari si porrà il problema delle location dove eventualmente allestire questa struttura ma questi sono dettagli, a fronte di una svolta che ottenuta sulla licenza di riapertura della casa da gioco».

«Il disegno di legge – spiega intanto Gibiino – punta a valorizzare l’offerta turistica ed è in questo contesto che si inserisce la nuova disciplina sulle case da gioco. Il disegno di legge prevede appunto l’istituzione di nuove case da gioco nelle località turistiche. Le richieste potranno essere fatte dai Comune e le autorizzazioni saranno rilasciate dal Ministero dello Sviluppo economico – prosegue il senatore – ovviamente sulla base dei requisiti del richiedente, quindi la sua vocazione turistica e la sua possibilità di sviluppare forme di turismo. I casinò, secondo la nostra proposta, potranno essere pubblici o privati, nel qual caso la licenza sarà affidata dopo un bando». Il Ddl, inoltre, «punta a razionalizzare tutto ciò che l’assenza di regole ha determinato in Italia in questi ultimi 70, 80 anni, ossia la proliferazione di slot in luoghi non adatti. Vogliamo riportare nell’alveo della trasparenza i flussi di denaro, quindi in luoghi che prevedano la registrazione della persona che vuole accedere alle sale, e delle somme di denaro che gioca. Infine, terzo punto fondamentale di questa proposta di legge – conclude Gibiino – è vietare i giochi online».

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