Chi lavora online lo sa bene, il mercato delle pubblicità display ha accusato un duro colpo negli ultimi tempi, questo anche a causa dei vari plugin di AdBlock che è possibile installare su browser come per esempio Chrome che consentono il blocco preventivo dei banner pubblicitari.

Da una parte ci sono i proprietari di siti web che creano i portali d’informazione e d’intrattenimento per guadagnare. I metodi di guadagno sono tanti però non tutti applicabili a qualsiasi tipo di sito web. Molti portali infatti vedono come metodo più remunerativo quello della pubblicità display, cioè i classici banner pubblicitari, altri invece si occupano di affiliazioni come ad esempio slotgallinaonline.it, altri ancora con la pubblicazione di pubbliredazionali a pagamento.

Il motivo per cui per alcune persone i banner pubblicitari rappresentano la forma di guadagno più sicura sono diversi. I siti dove vengono pubblicati ogni giorno decine di articoli che parlano di attualità per esempio ricevano molto traffico e da questo deriva una maggior possibilità che le persone cliccano sulle pubblicità, specialmente se queste sono profilate, cioè pubblicizzano qualcosa in linea con gli interessi dell’utente.

Dall’altra parte però c’è l’utente, il quale molto spesso reputa decisamente invasive queste pubblicità. Perché? Perché molto spesso i proprietari dei siti web utilizzano annunci decisamente troppo invasivi, che arrivano a impedire la lettura dell’articolo stesso perché occupa la pagina. Altre volte perché si aprono da soli, in particolar modo i video che risultano fastidiosi per chi in quel momento desidera solo leggere un’informazione online.

Ecco che gli utenti decidono di risolvere il problema installando plugin all’interno del proprio browser che bloccano questo tipo di pubblicità invasiva.

Che danni provocano i plugin come AdBlock?

I danni provocati dai plugin come AdBlock sono numerosi per i siti web che vivono di pubblicità, perché ciò significa un calo sensibile degli ingressi che porteranno poi a dei tagli del personale, ma anche del numero di notizie riportate. Molti web master decidono di installare appositi programmi che rivelano l’uso di AdBlock o plugin simili così da richiedere al lettore di rimuovere il plugin all’interno della pagina oppure, sottoscrivere a un abbonamento. Con un abbonamento infatti il web master si assicura comunque degli ingressi, lasciando al lettore l’opzione di poter non vedere più gli annunci tanto fastidiosi.

Però spesso l’utente non opta ne per attivare di nuovo l’annuncio ne pagare per un abbonamento. Semplicemente lascia la pagina e continuerà la propria lettura altrove. Internet infatti permette di ottenere la stessa informazione all’interno di centinaia di fonti differenti e gli utenti questo lo sanno bene.

Come si può risolvere il problema?

La pubblicità display di per sé non è fastidiosa, purché inserita in un contesto idoneo e ovviamente se non è invasiva. Perciò i web master dovrebbero cercare di agevolare i propri utenti comprendendo che le persone spesso vogliono solo ottenere una veloce informazione senza video invasivi che impediscono di usufruire di ciò che desiderano ottenere.

Il web master quindi dovrebbe puntare su pubblicità non invasive e a tema, che non si attivano da sole. Certo questo significa ridurre i guadagni, ma anche un numero inferiore di utenti che non attivano AdBlock o lasciano la pagina nel momento.

I lettori dovrebbero capire che gli annunci online, così come quelli televisivi, sono necessari per mantenere in vita i portali e perciò rinunciare ai programmi e accettare pubblicità poco invasive e che non interferiscono comunque sull’usabilità del portale stesso.