(Jamma) – “C’è davvero un travaso dal gioco terrestre a quello online? Come si concilia, nel settore privato, lo sviluppo del prodotto con la responsabilità sociale?”.

Se lo domanda Francesco Rodano, responsabile politiche aziendali Playtech, nell’ambito del convegno a Salerno “Gioco online: problemi, opportunità e strategie future”, organizzato all’Università degli Studi di Salerno dall’ateneo e dall’Osservatorio internazionale sul gioco.

“Nel 2016 il mercato globale dei giochi ha generato profitti lordi per 346 miliardi di euro, dei quali circa il 10% è stato sul gioco online (mentre in Italia pesa per il 3%-4%). Il settore vanta oltre 10 mila operatori, circa 400 principali fornitori di tecnologia ed un miliardo di giocatori. Nel 2008 il gioco in Europa era regolato solamente nel Regno Unito ed in Italia, con un sistema di licenze multiple “aperto”. Nel resto degli stati europei c’era un’assenza di regolazione specifica. Ad oggi, il sistema di licenze multiple “aperto” è esteso anche a Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Austria, Romania, Estonia, Lettonia e Bulgaria, mentre in Norvegia, Svezia e Finlandia il gioco è gestito come monopolio di stato. Nel resto degli stati c’è un sistema di licenze multiple “limitato”.

Nel gioco online – prosegue Rodano – gli “attori” sono principalmente tre: il Governo, che deve proteggere i giocatori ed accrescere le entrate fiscali, gli operatori, che cercano accesso nei grandi mercati e puntano a massimizzare i profitti, ed i giocatori, che cercano di accedere ai migliori giochi offerti dagli operatori, giocando in ambienti sicuri. In generale, i Governi cercano di raggiungere un equilibrio tra attività di controllo, libertà di scelta, benefici fiscali, tutela dei monopoli esistenti e mantenimento del consenso. I Governi, nella scelta del modello regolatorio, agiscono in contesti differenti e complessi, dal punto di vista giuridico, culturale ed economico. Devono fronteggiare la difficoltà di far rispettare le proprie leggi. Ma quale potrebbe essere il quadro del mercato regolamentato entro il 2024? Si va verso una regolamentazione totale, con un sistema di licenze multiple “aperte”, come quello che avviene in Italia, e probabilmente nei prossimi anni tutti gli stati europei dovrebbero adeguarsi a questo modello, anche se non sarà semplice. E cosa succedere nei mercati già regolamentati? Nel Regno Unito si sta sviluppando sempre più una maggiore responsabilità sociale, con maggiore protezione dei minori e le persone vulnerabili dai problemi legati al gioco. Inoltre si punta ad una maggiore trasparenza e correttezza” conclude Rodano.

Rodano propone un excursus sulla storia del gioco online
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