L’avv.Marco Ripamonti, su incarico del legale rappresentante del concessionario avente sede in Napoli, di cui ha assunto la difesa, torna sulla fattispecie con un ulteriore comunicato stampa del seguente tenore:

“Debbo tornare sull’argomento nell’interesse della concessionaria avente sede in Napoli e del suo amministratore in considerazione della risonanza dei servizi mediatici recentemente usciti non solo sui media specifici del settore, ma anche sulle reti nazionali, intendendo fare delle precisazioni in ordine a dichiarazioni, notizie e riprese video, che richiedono immediata replica.

Da parte della Società mia assistita vi è pieno rispetto ed appoggio nell’operato della Guardia di Finanza procedente e nella Magistratura, ma si ritiene necessario porre l’accento su dichiarazioni e messaggi che, soprattutto nei confronti di chi non addetti ai lavori, possono indurre convincimenti sbagliati con gravissimo discredito ai danni della Società stessa.

Vorrei preliminarmente ribadire che la medesima Società mia assistita opera in virtù di concessione con piena tracciabilità di ogni operazione di gioco e scommessa, regolarmente registrata e soggetta a tassazione, mediante sistemi tecnologici approvati ed omologati.

La Società afferma che non risponde a realtà che siano stati violati in alcun modo profili e conti di gioco di ignari clienti ed infatti mai nessun titolare dei conti stessi ha mai avuto nulla da reclamare su ammanchi ed irregolarità di sorta.

Si parla di milioni e milioni di euro sottratti ed anche ciò, precisa la parte mia assistita, non risponde a realtà, non sussistendo infatti sottrazione alcuna. Quando, peraltro, si parla di gioco va chiarito che una cosa è la virtuale movimentazione del denaro connesso alle giocate, altra è il denaro effettivamente giacente ed impiegato: con un conto di gioco di mille euro si può movimentare gioco anche per milioni, ma sempre grazie ai mille euro iniziali, una dinamica del resto analoga a quella che si verifica con le AWP o nei casinò fisici.

Certamente i numeri fanno notizia, ma nel caso specifico si parla di importi iperbolici meramente virtuali e comunque, afferma la Società, mai oggetto di violazioni di alcun genere.

Quanto invece alle modalità e titolarità delle operazioni di gioco, non è, del resto, una scoperta che, come per le AWP, ogni formula di gioco presti giocoforza il fianco a possibili patologie, purtroppo inevitabili, e non riscontrabili dai concessionari.

Nelle AWP e nelle VLT si immette denaro contante ed è impossibile per un concessionario accertare se un determinato soggetto, di fatto, giochi in proprio o sia mandatario di terzi che intendano, ad esempio, utilizzare denaro proveniente da delitti restando incogniti.

Con il sistema dei conti di gioco nella raccolta a distanza c’è una maggiore garanzia di tracciabilità ma il concessionario non potrà mai verificare se, in effetti, dietro un conto di gioco vi sia il solo formale intestatario che giochi in proprio e correttamente o se lo stesso operi su mandato di terzi che restano anonimi o quale intermediario in favore di terzi che non intendano costituirsi un proprio conto.

Bene opera la GdF quando compie accertamenti fiscali sugli jntestatari dei conti di gioco. Accertamenti che il concessionario non ha però titolo di effettuare, basati sulla congruità di certe operazioni rispetto alla capacità di reddito del soggetto giocatore stesso, titolare del conto. Si tratta di patologie di sistema purtroppo inevitabili, che vedono però la totale estraneità del soggetto concessionario, che semmai ne è vittima.

La Società mia assistita afferma che dimostrerà alla Magistratura, in cui ripone piena fiducia, la carenza di qualsivoglia violazione inerente la tutela dei conto di gioco e della sua inviolabilità e l’assenza di appropriazioni di denaro o violazioni di alcun tipo, ritenendo ogni accusa infondata e confidando che verraà presto fatta chiarezza.

La mia patrocinata si augura che, nelle more, questo ingiusto accanimento mediatico, in ordine al quale avanza ampia riserva di agire in via risarcitoria, desista”.