Trasparenza , Policy Etica tra Istituzioni e Privati e attività di gioco (online e terrestre). Fabio Bodini, operatore del settore torna su alcune questioni oggi molo dibattute con importanti riflessi in termini di operatività delle aziende del settore.

“Chi non si è trovato a firmare un contratto di qualsivoglia natura specie in versione cartacea, prestando a volte poca, ma necessaria, attenzione alla lettura di articoli, paragrafi e postille (per altro scritte con caratteri piccolissimi) ? Ma oggi, a maggior ragione, questa ‘cattiva abitudine’ è sempre più diffusa, ancor più se la versione è online così da dare “frettolosamente” l’ok con un semplice “click”, sostituendo così quella che dovrebbe essere ancora considerata (archiviata) la versione cartacea del documento”, scrive Bodini.

“Entrando nel merito dei contratti relativi ai giochi online, intendendo per tali i siti di gioco con regolare licenza e autorizzazione ADM, ad esempio, i Concessionari hanno obblighi ben precisi verso l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia, ossia di segnalare eventuali flussi di denaro effettuati dai giocatori registrati “sul loro sito”. Con tale verifica (detta ‘adeguata verifica’) non si vuole penalizzare chi gioca molto o vince altrettanto, ma è intesa ad accertare la provenienza del denaro ed ancor più che lo stesso non sia fonte di riciclaggio.

Va anche rilevato che alcuni Istituti di Credito escludono dai loro servizi operatori (sia pur potenziali correntisti) che ritengono svolgere attività “sensibili” e quindi in contrasto alla loro Policy Etica.

Ora, il quesito da porsi è se possono applicare tale esclusione (se si va a leggere tra le righe minuziose del contratto sembrerebbe di sì), e in caso affermativo valutare una contrapposizione dovuta al fatto che soggetti incaricati nell’esercitare questo tipo di servizio, sono di fatto incaricati dallo Stato proprio per svolgere tale attività.

L’adozione di questa Policy Etica a mio modesto avviso crea un problema: da una parte ci sono gli operatori del settore del gioco legale che operano (anche) per conto dello Stato, dall’altra ci sono gli Istituti Bancari italiani (privati ma di diritto pubblico) che non consentono a tali operatori di essere loro clienti… Una sorta di presa di posizione che alimenta dibattiti in sede di Parlamento, all’interno del quale una apposita Commissione ha indotto una verifica relativa ai rapporti bancari con gli operatori del settore del gioco.

Contestualmente va precisato che il giocatore che utilizza il denaro dal proprio conto corrente (c/c) per giocare online, può essere un cliente “non gradito” alla banca di riferimento (indipendentemente dalla sua situazione finanziaria…). Di rado, infatti, capita che al giocatore che utilizza la propria carta di debito/credito, alcune banche non consentano determinate tipologie di transazione sui siti di gioco online (sempre quelli in regola con le norme); al momento del deposito e/o prelevamento infatti l’operazione viene bloccata e si evidenziano messaggi come “Attenzione: i depositi effettuati con questa carta non sono accettati”, in quanto la banca emittente della suddetta carta non consente prelevamenti derivanti da “attività di gioco”.  Di contro va precisato che esistono altrettante offerte di gioco (anche se non online ma pur sempre legalizzate, come è giusto che sia), che consentono il loro utilizzo con denaro contante, ipoteticamente prelevato con la carta di debito/credito dallo stesso giocatore che non ha potuto utilizzare la medesima carta sui siti di gioco online. Tutto ciò di fatto, va in contrapposizione con la Policy Etica. 

Ritengo utile precisare che un giocatore che realizza una o più vincite ed effettua relativi prelevamenti sui siti di gioco regolamentati ed autorizzati AAMS, non è tenuto a dichiarare le vincite e le relative operazioni di prelevamento, in quanto le stesse sono già tassate alla fonte; nel caso invece il giocatore dovesse incassare i proventi delle vincite provenienti da siti gioco esteri (i cosiddetti “com”), le stesse devono essere dichiarate in un apposito modulo per la denuncia dei redditi. Ma a parte quest’ultima precisazione, a me sembra che richiamando il concetto di Policy Etica, necessiti un leggero richiamo al concetto stesso di Etica che sarebbe bene considerare in quanto la stessa per antonomasia si rifà alla filosofia morale che, detto per inciso, va onorata sia per i rapporti con le Istituzioni pubbliche e private (banche comprese) che tra i giocatori interessati, soprattutto quelli che giocano sui siti regolamentati”, conclude.

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