gioco d'azzardo online
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(Jamma) La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del titolare di una sala giochi di Bari condannato alla pena di mesi 4 di arresto ed euro 300 di ammenda per la gestione di una sala giochi munita di diverse postazioni Internet con un collegamento a siti specializzati per l’esercizio dei videogiochi d’azzardo, del tipo poker, roulette e blackjack.Per i gudici l’esercente “esercitava l’attività in questione professionalmente in quanto titolare di una sala giochi e quindi non poteva utilmente invocare, a fondamento della sua buona fede, la mancata conoscenza della normativa vigente in materia né la circostanza che i macchinari sequestrati fossero distribuiti da una società che era titolare di concessione da parte dell’amministrazione dei Monopoli di Stato, rilevando invece il fatto che tra gli apparecchi funzionavano attraverso apposite smart card munite di chip solo attraverso le quali, mediante collegamento via Internet, si accedeva al sito non riconosciuto dall’amministrazione dei manipoli dello Stato che consentiva il gioco d’azzardo tramite scommesse on line”.

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